NICEFORO GREGORAS

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NICEFORO GREGORAS. - Detto «Il filosofo» n. nel 1296 a Eraclea del Ponto nella Bitinia. Cominciò giovanissimo a svolgere nei suoi scritti problematisi, teologici, scientifico-matematici, agiografici e ascetici. Celibe laico, non volle mai accettare lo stato ecclesiastico e le dignità offerte. Attaccatissimo al Paleologhi e loro familiare, ne seguì la varia fortuna.

Dopo la fuga di Barlaam, N. G. sostenne il primato intellettuale a Costantinopoli, con il suo intervento nella questione della riforma del calendario (mandata a vuoto da Andronico II) e in quella dell'Unione delle Chiese, schierandosi sempre contro Roma, il cui primato e la cui autorità nelle cose di fede mai riconobbe. Egli deve però la sua più grande celebrità alla tenace e dotta opposizione contro il palamismo, nelle cui pubbliche dispute sempre ottenne la palma dal 1347 al 1351 sullo stesso innovatore Palama, fino al Tóμoc di anatema lanciato contro di lui e i suoi partigiani dall'imperatore Cantacuzeno. Relegato a casa sua seguitò a lottare attraverso i suoi scritti fino alla morte, all'inizio del 1360.

Delle moltissime sue opere (non poche inedite ancora) la Storia bizantina e la sua Corrispondenza sono preziose per apprezzare lo stato turbolento del suo tempo. Non si deve però cercare nelle opere di N. un sistema dottrinale definito: per confutare Palama gli basta trincerarsi nella teologia tradizionale della semplicità divina.

BIBL.: opere: Historia Byzantina nel Corpus Script. Hist. Byzant., 3 voll., Bonn 1829-55 e, con scritti filosofici, in PG 148-49; Lettere: R. Guillard, N. G. Correspondance, Parigi 1927. Studi: R. Guillard, Essai sur N. G., Parigi 1926; V. Laurent, s. V. in D'ThC, XI, coll. 455-67 con indicazione delle fonti. Emmanuele Candal.