NICEFORO I, patriarca di COSTANTINOPOLI, santo. - N. ca. il 758 a Costantinopoli da famiglia nobile, fu assunto come segretario della cancelleria imperiale e fondò, ancor laico, un monastero sulle rive del Bosforo asiatico, dove si ritirò per qualche tempo dedicandosi agli studi. Divenne direttore del grande ospedale di Costantinopoli sotto l'imperatore Costantino VI (780-97). Nell'apr. 806, dopo la morte del patriarca s. Tarasio, fu eletto, benché ancor laico, patriarca; ma i monaci zelanti, fra cui s. Platone ed il suo nipote s. Teodoro, furono malcontenti di

(fot. Enc. Coll.)
La pace fra N. e i monaci ritornò quando, dopo la morte dell'imperatore Niceforo I (802-11), il patriarca rinnovò sotto Michele I (811-13) la sentenza di Tarasio contro il sacerdote Giuseppe e difese mangicamente il culto delle sacre immagini contro il nuovo imperatore iconoclasta Leone V (813-20), mostrandosi pronto a subire l'esilio per causa della fede. Morì, infatti, in esilio, il 2 giugno 829, non avendo voluto cedere ad un compromesso propostogli dal nuovo imperatore Michele II (820-29). N. ha lasciato scritti storici, apologetici, canonistici; si conserva anche la sua lettera al papa Leone III (PG 100, 169-200). La Chiesa bizantina e la romana lo venerarono come santo.