NICOSIA, DIOCESI di. - In Sicilia (Enna), suffraganea di Messina. Eretta da Pio VII (17 marzo 1816), il primo vescovo, Gaetano M. Avarna, vi si insediò nel sett. del 1818. La diocesi ha una superficie

(fot. Gab. fot. nat.)
N. (ab. 17.479), cittadina rupestre tra i Nebrodi e le Madonie, sorge nei pressi dell'antica Herbita. Evangelizzata da s. Filippo d'Agira, fu sottratta ai Saraceni dal conte normanno Ruggero, che la fortificò, l'abbellì e l'arricchi di privilegi. A Ruggero risale la costruzione della chiesa di S. Maria della Scala e la deduzione di una colonia normanno-lombardo-veneta. I nuovi venuti introdussero un dialetto di tipo gallo-italico, tuttora parlatovi, e diedero incremento a una devozione locale, innalzando ai piedi della rocca normanna la chiesetta di S. Nicola le Petit. Il 7 apr. 1267 il legato pontificio Rodolfo, cardinale vescovo di Albano, consacrava la chiesa di S. Maria Maggiore. Nel susseguirsi delle dominazioni straniere N. si sviluppò, arricchendosi anche di sacri edifici. Affiancata a una torre dugentesca, poi adibita a campanile, sorse il primo nucleo della futura cattedrale (S. Nicolò del Piano), successivamente manomessa: così lo splendido portale del Trecento aragonese fu deturpato nel tardo Cinquecento con statue ai piedritti e leoni alle basi. Ai due piani originari della torre ne fu aggiunto un terzo nel Trecento, in seguito chiuso da una cuspide conica. Nell'interno del tempio, notevole il coro ligneo intagliato da Stefano e G. Battista Livolsi (sec. xvii), uno Umile (v.) Pinterno da Petralia, il pulpito e il battistero marmorei di Antonello Gagini. Di quest'ultimo sono pure l'icona marmorea con fatti della Vergine (1512) nella chiesa di S. Maria Maggiore, ricostruita sull'antica normanna dopo la frana del 1757 che travolse parte dell'abitato (nel coro si conserva lo stallo su cui sedette Carlo V nel suo passaggio per N. al ritorno dall'impresa tunisina), e alcune statue nella suburbana chiesa quattrocentesca di S. Michele (prezioso messale gotico) e in quella del Carmine. In N. nacquero il papa s. Leone II, s. Luca Casale abate del monastero di S. Filippo d'Agira, il beato Felice laico cappuccino e mons. Francesco Testa arcivescovo di Monreale (m. nel 1773). Dei comuni che fanno parte del suo
territorio, più volte rimaneggiato, attualmente delimitato dalla bolla del 20 genn. 1844, sono da ricordare: Agira che custodisce la preziosa mitra di s. Luca Casale (sec. xiv) e un bacolo abbaziale, capolavoro dell'oreficeria siciliana del medioevo, e Troina, che possiede un altro pregevole bacolo aureo della fine del Duecento.