NICOTERA, DIOCESI DI

NICOTERA, DIOCESI di - Crocifisso ligneo (sec. XV) - Nicotera, chiesa di Gesù e Maria.
NICOTERA, DIOCESI di - Crocifisso ligneo (sec. XV) - Nicotera, chiesa di Gesù e Maria.

di kmq. 1.366,40 con 120.000 ab. (cattolici 117.600) ripartiti in 12 comuni e 2 frazioni, 140 chiese, 30 parrocchie, 104 sacerdoti diocesani, 13 sacerdoti regolari, 23 case religiose, 19 istituti di educazione. Patrono: S. Nicola di Mira.

N. (ab. 17.479), cittadina rupestre tra i Nebrodi e le Madonie, sorge nei pressi dell'antica Herbita. Evangelizzata da S. Filippo d'Agira, fu sottratta ai Saraceni al conto normanno Ruggero, che la fortificò, l'abbellì e l'arricchì di privilegi. A Ruggero risale la costruzione della chiesa di S. Maria della Scala e la deduzione di una colonia normanno-lombardo-veneta. I nuovi venuti introdusse un dialetto di tipo gallo-italico, tuttora parlato, e diedero incremento a una devozione locale, innalzando ai piedi della rocca normanna la chiesetta di S. Nicola le Petiti. Il 7 apr. 1267 il legato pontificio Rodolfo, cardinale vescovo di Albano, consacrava la chiesa di S. Maria Maggiore. Nel susseguirsi delle dominazioni straniere N. si sviluppò, arricchendosi anche di sacri edifici. Affiancata a una torre dugnatesca, poi adibita a campanile, sorse il primo nucleo della futura cattedrale (S. Nicolò del Piano), successivamente manomessa: così lo splendido portale del Trecento aragonese fu deturpato nel tardo Cinquecento con statue ai piedi di petri e leoni alle basi. Ai due piani originari della torre ne fu aggiunto un terzo nel Trecento, in seguito chiuso da una cuspide conica. Nell'interno del tempio, notevole il coro ligneo intagliato da Stefano e G. Battista Livolsi (sec. XVII), uno Umile (v.) Pintorno da Petralia, il pulpito e il battistero marmorei di Antonello Gagini. Di quest'ultimo sono pure l'icona marmorea con fatti della Vergine (1512) nella chiesa di S. Maria Maggiore, ricostruita sull'antica normanna dopo la frana del 1757 che travolse parte dell'abitato (nel corpo si conserva lo stallo su cui sedette Carlo V nel suo passaggio per N. al ritorno dall'impresa tunisina), e alcune statue nella suburbana chiesa quattrocentesca di S. Michele (prezioso messale gotico) e in quella del Carmine. In N. nacquero il papa S. Leone II, S. Luca Casale abate del monastero di S. Filippo d'Agira, il beato Felice laico cappuccino e mons. Francesco Testa arcivescovo di Monreale (m. nel 1773). Dei comuni che fanno parte del suo territorio, più volte rimaneggiato, attualmente delimitato dalla bolla del 20 genn. 1844, sono da ricordare: Agira che custodisce la preziosa mitra di S. Luca Casale (sec. XIV) e un bacolo abbaziale, capolavoro dell'orecchia siciliana del medioevo, e Troina, che possiede un altro pregevole bacolo aureo della fine del Duecento.

BIBL.: A. Narbonne, Notizie storiche di N., Palermo 1852; Eubel, IV, p. 263; Italia artistica, n. 134, Bergamo 1907; S. Fiore, La cattedrale di N., in Arte cristiana, 6 (1918), pp. 120-124; A. Barbato, Per la storia di N. nel Medio Evo, documenti ined., I, Nicosia 1920; id., I Lombardi di N. nel XII sec., ivi 1920; id., La diocesi di N. Note storiche e statistiche, ivi 1942. Enzo Navarra

NICOTERA, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Catanzaro.

Insieme con la diocesi di Tropea ha una popolazione di 85.000 ab. dei quali 84.905 cattolici. Conta 74 parrocchie, con 122 sacerdoti secolari e 15 regolari, un seminario, 3 comunità religiose maschili e 14 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 288).

Appare già come statio e con il nome di «Medma» nell'Itinerario di Antonino (sec. IV). Il cristianesimo vi fu introdotto fin dai primi secoli e dovette risentire della vicinanza di Tropea e di Tauriano, due nuclei cristiani di grande importanza. In una iscrizione di Tropea del sec. IV-V si parla di una conductrix massa Tropeas, in cui evidentemente si allude al patrimonio della Chiesa romana nel Bruzio. Al tempo di S. Gregorio Magno affiora anche una massa nicotera; il che fa pensare che le due massa, vicinissime e confinanti, abbiano avuto origine alla stessa epoca, cioè nel sec. IV-V. Tuttavia, come sede vescovile N. compare per la prima volta nel Regesto di S. Gregorio Magno, il quale si vide costretto a punire il vescovo Proclo per la trascuratezza con cui amministrava la sua chiesa. Poi lo riabilitò e lo fece anche arbitro delle contese tra il vescovo e il clero di Reggio. Sono noti poi un Sergio, che prese parte al Concilio Niceno II nel 787, e un Cesario, che la tradizione locale considera come martire, perché ucciso dai Saraceni nell'884 o 941. Segue un periodo di profonda oscurità, in cui sembra che la città, distrutta dai Saraceni, non avesse più il suo vescovo. La sua ricostituzione si deve ai Normanni alla fine del sec. XI. Tuttavia il nome del primo vescovo, chiamato Pellegrino, compare nel 1173 in un diploma greco edito dal Trinchera; ma l'Ughelli inizia addirittura la serie dei vescovi con il 1392. In questo anno però la diocesi di N. fu ricostituita per una seconda volta da Bonifacio IX, per interessamento del feudatario Enrico Sanseverino, dopo un'interruzione di 90 anni, in seguito ad un attentato sacrilego al suo vescovo nel 1304. Per quel tempo il suo territorio restò prima aggregato a Mileto (bolla di Clemente V [27 maggio 1308] che autorizza l'erezione di un convento francescano), e poi a Reggio (bolla di Bonifacio IX del 1392). Ma la ricostituita diocesi ebbe sempre vita piuttosto stentata, per il suo territorio troppo ristretto e quasi soffocato dalle vicine diocesi di Mileto e di Tropea, all'ultima delle quali finì per essere unita aeque principaliter in seguito al Concordato del 1818.

BIBL.: Ughelli, IX, 573-78; G. Fiore, Calabria Illustrata, II, Napoli 1743, pp. 311-313; F. Adilardi, Memorie storiche sullo stato fisico, morale e politico della città e circondario di N., Napoli 1838; id., s. V. in Enciclopedia dell'Ecclesiastico, IV, Napoli 1845, pp. 833-841; V. BANCA, Monografia di N., Napoli 1855; D. Corso, Cronistoria civile e religiosa di N., Napoli 1882; id., La Massa Nicotera, in Riv. stor. calabrese, 10 (1902), pp. 386-90; D. Taccone-Gallucci, Monografia della diocesi di N. e Tropea, Reggio Calabria 1904; A. Riggio, L'incursione barbaresca del 1638 su N., in Arch. stor. Calabria Lucania, 17 (1948), pp. 73-85. Francesco Russo