NILO IL GIOVANE, SANTO

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NILO il Giovane, santo. - Detto anche di Rosano, dove nacque ca. il 910. Di nascita illustre, N. ebbe un'educazione molto accurata; presto entrò come semplice chierico al servizio della Cattedrale. Da una fanciulla di modestissima condizione, che sposò, ebbe una bambina.

Volendo ritirarsi dal mondo, passò nella regione del Mercurio, dove condusse per lunghi anni vita solitaria e penitente nella grotta di S. Michele. Per le continue incursioni saracene si portò prima sui monti a nord di Rossano, organizzando intorno all'oratorio di S. Adriano una prima sua comunità, che poi condusse a Vallecure presso Montecassino, indi a Serperi, presso Gaeta. Fece frequenti pellegrinaggi alle tombe degli Apostoli con lo scopo anche di procurarsi delle pergamene e portarvi libri. Nel 998 vi si recò per intercedere in favore dell'infelice antipapa Filagato (Giovanni XVI) suo centenario. Nel 1004 lascia Serperi e, per divino impulso, giunge nel Tusculanum, dove riceve in donazione dal conte Gregorio il territorio di Grottaferrata per l'ultima e più duratura sua fondazione, ma in quello stesso anno, la sera del 25 sett., cessa di vivere.

Oltre che la figura più rappresentativa del monachesimo concibito italo-greco nel sec. X, s. N., conosciere anche del latino, fu calligrafo esperto e l'autore di quel particolare sistema tachigrafico detto italo-greco, di cui i suoi manoscritti, che con quelli degli immediati suoi discepoli costituirono il primo nucleo della Biblioteca criptense, forniscono un bell'esempio. Fu anche innografo, e si sono conservati un'ufficiatura greca in onore di s. Benedetto, cantata in una delle sue visite a Montecassino, e un inno per s. Nilo Sinaita. Il biografo fa espressa menzione di alcune sue lettere: ai giudici di Bisignano, al notaio dell'emiro di Palermo, a Leone abate di S. Alessio sull'Aventino, all'antipapa Filagato. La sua festa nel Martirologio romano e nei Synaxaria italo-greco è stabilita al 26 sett.

BIBL.: la Vita di s. N., scritta dal suo discepolo s. Bartolomeo (cod. B. B. II [sec. XII] della badia di Grottaferrata) fu tradotta in latino da M. Caryophilus (Roma 1624); riprodotta in Acta SS. Septembris, VII, Parigi 1867, pp. 259-320, e in PG 120, 15-165. Studi: G. Minasi, S. N. di Calabria, Napoli 1892; A. Rocchi, Vita di s. N. volgarizzata, Roma 1904; S. Gassisi, I manoscritti di s. N. Juniore, in Oriens christianus, 4 (1904), pp. 308-70; id., Inaugrafi italo-greci. Le poesie di s. N. Juniore e dal Paolo monaco, ibid., 5 (1905), pp. 26-82.