NOCERA DEI PAGANI (ALFATERNA), DIOCESI DI

NOCERA DEI PAGANI (ALFATERNA), DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Salerno, con una popolazione di 90.000 ab. tutti cattolici, distribuiti in 24 parrocchie, servite da 85 sacerdoti diocesani e 45 regolari; 1 seminario, 5 comunità religiose maschili e 18 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 290). La diocesi è suffraganea di Salerno. La Cattedrale, un tempo dedicata a s. Prisco, è oggi sotto l'invocazione di s. Marco.

I. STORIA. - N. accolse ben presto la nuova religione e sembra che abbia dato alla fede anche due martiri: Felice e Costanza, citati più volte nel Martirologio geronimiano, ma non accettati concordemente dagli agiografi. Anche l'origine della sede vescovile dovrebbe risalire all'epoca precostantiniana o poco più tardi; il vescovo Prisco, celebrato nel poema XIX (v. 515 sgg) di s. Paolino da Nola, può essere assegnato ai secc. III-IV.
Dei successori di Prisco si ignora il nome e l'esistenza. Bisogna giungere al sec. v per trovare un Felice (401-17), noto per un'epistola a lui diretta da papa Innocenzo I (Jaffé-Wattenbach, n. 314). Dopo ca. un secolo, si trova Celio Lorenzo, che, eletto (498) papa dal popolo romano in opposizione a Simmaco, dovette, in seguito al giudizio di Teodorico, favorevole a Simmaco, lasciare la città ed accettare la sede vescovile di N., in Campania. A N. durò poco: scontento della sede e continuo sobillatore di discordie, fu dal Sinodo romano «e coetu... sacerdotali proiectus» e sostituito (502) da Aprile, il quale al Concilio aveva sottoscritto in favore di papa Simmaco. Tra i successori, si conoscono Numerio (593) e Primerio (598) da due lettere di s. Gregorio Magno (Jaffé-Watten-

bach, nn. 1244 e 1569). In un'altra lettera dello stesso Pontefice (Jaffé-Wattenbach, n. 1846) si allude a un Nucerinus episcopus, ma non si sa se nel 601 vivesse ancora Primerio o si tratti di un successore. Seguono poi a grandi intervalli tre vescovi molto controversi tra N. Umbra, Lucera e N. dei P.: Amanzio (743) che sottoscrisse al Sinodo romano di papa Zaccaria; Liutardo (826), presente al Concilio di Eugenio II ma da assegnarsi piuttosto a N. Umbra, e Lando (1063-67), deposto da Alessandro II, controverso se nucerino o lucerino, a seconda che s'interpreti il Micernium del testo (PL 146,

1320 e 1406; Jaffé-Wattenbach, n. 4538 e 4640; Kehr [V. BIBLICA.], VIII, p. 304 sgg.). Il successore Felice (1199) è una ripetizione dell'Ughelli; ma Valerio Orsino (1228), senza essere santo, risulta presente alla benedizione della nuova chiesa di S. Lazzaro a Capua (G. Orlando [V. BIBLICA.], III, p. 453), e può darsi che sia stato uno dei primi presuli eletti dopo la distruzione totale della città ad opera di Ruggero II (1138). A questo punto gli storici narrano che nel 1260 veniva ucciso dal popolo un

vescovo di cui non si conosce il nome, onde la città da Alessandro IV fu privata della sede episcopale e la diocesi divisa, fino al 1386, tra l'arcivescovo di Salerno a quello di Amalfi. L'Orlando (op. cit., p. 433 sgg.) però accerterebbe due vescovi: Stefano (1304) e N... (1315), quest'ultimo supposto, ma non dichiarato in alcun documento. Nel 1386 finalmente Urbano VI nomina fra Francesco da Nocera, solo più tardi (1389) consacrato da Bonifacio IX. Dopo, la serie dei presuli è ininterrotta. Si ricorderanno, tra gli altri, Paolo Giovio (1528), il celebre storico del Rinascimento, morto nel 1552, che lasciò la sede a suo nipote Giulio (1552), passata poi all'altro nipote Paolo Juniore (1560-85). Il vescovo più benemerito fu Simone Lumadoro (1602-10), che riformò il clero, scrisse la storia della sua diocesi, riedificò la Cattedrale e portò a compimento le lunghe opere iniziate dai suoi predecessori.

Nel 1818, in seguito al Concordato con il Re di Napoli, Pio VII unì la diocesi a quella di Cava; ma nel 1833 Gregorio XVI, con bolla In vinea Domini, la ripristino. In N. dei P., infine, fondò la sua Congregazione s. Alfonso M. de' Liguori, sepolto nella chiesa elevata in suo onore nella vicina Pagani.

II. MONUMENTI

L'antica Nuceria paganorum (o Alfaterna) è tuttora contesa tra Nocera Superiore e Nocera Inferiore, senza decisivi argomenti; per quanto molti propendano per la prima, che fra l'altro conserva l'antica chiesa di S. Maria Maggiore. Ritenuta per lungo tempo un tempio pagano o un'aula termale trasformata in chiesa, è invece, dopo gli ultimi studi dello Stettler, sicuramente un battistero paleocristiano, unico come tipo costruttivo tra i battisteri esistenti in Italia. Pur essendo stato alterato durante i lavori di restauro nel 1856, molto ancora serba delle strutture primitive, per permetterne la ricostruzione. Si tratta di un edificio circolare, preceduto da un portico con quattro pilastri (non originale) e chiuso da un'abside semicircolare con altare, che facevano parte dell'antica fabbrica. L'interno è formato da una doppia galleria anulare, divisa da un peristilio di 30 colonne abbinate nel senso del raggio, tutte monolitiche ma disuguali: quelle del giro esterno di marmo cipollino; di varia natura e di diversa fattura quelle del giro interno. Da notare, oltre

che alcuni magnifici capitelli e talune pregevoli basi, gli abachi dell'intercolumnio, formati da un unico e rozzo monolito, poggiante su doppi capitelli. Al centro è l'ampia piscina battesimale chiusa da 8 colonne di pario o granito (ora ne restano cinque) che poggiano su un muro circolare ornato di plutei pregevoli, nei quali si avvertono motivi e influissi decorativi dell'epoca giustiniana. Il muro perimetrale esterno, oggi del tutto rifatto, era una fabbrica leggera, snellita da piccoli vani luciferi, ma senza alcuna funzione essenziale nella struttura dell'edificio. La cupola

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(fot. Gab. fot. n.2.) NOCERA UMBRA, DIOCESI di - Panorama.
infatti, che rappresenta il capolavoro di questa interessante costruzione, poggia sulle quindici coppie di colonne del peristilio, e il suo tamburo, a differenza di altri noti edifici di Roma e dell'Oriente, si piega verso la volta conoide interna, costruita con corsi orizzontali di tufo interrotti da anelli di mattoni e terminante in alto con una calotta molto bassa di cemento. Le finestre sono pertanto anch'esse curve e una volta prendevano luce dai vani aperti negli otto pilastri esterni, che in forma cilindrica

sorreggevano il tetto. La cupola quindi era visibile, e la costruzione risultava più armonica e leggera che non oggi, pesante e involuta per le strutture aggiunte. In quanto all'età, sia per la decorazione che per le innovazioni strutturali apportate in confronto al metodo costruttivo usato a Roma per S. Costanza e S. Stefano Rotondo, non è possibile risalire oltre il VI sec., né discendere oltre il VII, per l'assenza assoluta di elementi longobardi.

A poca distanza da N. Superiore è il santuario di S. Maria di Materdomini, costruzione romanica rifatta del tutto nel 1700 dalla scuola del Vanvitelli. Di qualche interesse sono nell'interno gli affreschi di Giacinto Diano. Un'altra antica chiesetta è quella di S. Maria di M. Albino, nei pressi di N. Inferiore, rimaneggiata e decorata nel 1530 da G. B. Castaldo, il capitano di Carlo V, che fece dono a questa cappella delle spoglie artistiche asportate durante il sacco di Roma.

BIBL.: Ughelli, VII, pp. 524-32; G. Orlando, Storia di N. dei P., 3 voll., Napoli 1884-88; M. De Santi, Studio storico sul santuario di S. Maria Materdomini in N. dei P., ivi 1905; Lanzoni, pp. 242-45 e passim; G. D'Alessio, Il comune di N. Sup. da documenti inediti e da tradizioni, Napoli 1934; id., Il tempio battesimale di S. Maria Maggiore in N. Sup., in Arch. stor. per la prov. di Salerno, 3 (1935), pp. 202-208, 227-44; G. Chierici, L'elemento romano nell'architettura paleocristiana della Campania, in Atti del III Congresso naz. di studi rom., I, Bologna 1935, pp. 207-14; P. F. Kehr, Italia pontificia, VIII, Berlino 1935, pp. 304-308; Cottineau, II, 2081; M. Stettler, Das Baptistierium zu N. Sup., in Riv. di archeol. crist., 17 (1940), pp. 83-142.
Pasquale Testini

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“NOCERA DEI PAGANI (ALFATERNA), DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 1114. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/nocera-dei-pagani-alfaterna-diocesi-di.