NOCERA UMBRA, DIOCESI di. - Antica dio- cesi nell'Umbria nord-orientale. È immediatamente soggetta alla S. Sede. Ha una superfice di 1500 kmq. con 60.320 ab. tutti cattolici. Conta 82 parrocchie, servite da 98 sacerdoti diocesani e 40 regolari, un seminario, 8 comunità religiose maschili e 17 fem- minili (Ann. Pont., 1951, p. 290). La denominazione attuale - N. e Gualdo - data dal 2 genn. 1915, quando fu elevata a cattedrale honoris tantum causa la chiesa abbaziale di S. Benedetto di Gualdo Tadino.
La giurisdizione ecclesiastica odierna risale all'anno
1907
1006, quando la sede di N., essendo distrutta le città di
Plesta, Tadino, Rosella e Usenti, assorbì tutto l'estremo
nord del Ducato di Spoleto. Ciò documentano le fonti
storiche locali scritte tra i secc. XIII e XIV, tra cui il Lezio-
nario di S. Facondino di Gualdo (cod. Vat. 7853), il
Chronicon Gualdense (cod. Vat. Ottob. lat. 2666) e l'anno
tica cronotassi dei vescovi di N., reperibile, tra l'altro,
insieme con la Legenda maior B. Raynaldi, nel cod. Vat.
lat. 3921. Pur non avendo altre fonti circa gli episcopati
in Usenti (dintorni di N.) e in Rosella (l'odierna Sas-
soferrato) consta l'esistenza di vescovi in Plesta, Tadino e
N. prima del 1000.
Plesta, sull'attuale piano di Colfiorito (Comune di Sre-
ravalle di Chienti), ricordata in varie epigrafi dell'epoca im-
periale e in due diplomi di Ottone III, datati l'uno il 23 e
l'altro il 26 giugno 996, è tra le sicure sedi vescovili umbre
alla fine del sec. V (L. Duchesne, Les évêches d'Italie et l'in-
vasion lombarde, in Mélanges d'arch. et hist., 23 [1903],
p. 94). Anche in Tadino, città romana nel piano a sud
della odierna Gualdo Tadino, v'era un vescovo nei secc. V
e VI, come attesta la lettera del papa s. Gregorio Magno
nel luglio 599, al vescovo Gaudioso di Gubbio perché
visitasse Tadino, la cui sede vescovile era da molti anni
vacante, e curasse l'elezione d'un nuovo vescovo.
N., statio dei Romani sulla Via Flaminia, fu sede
episcopale fin dai primi secoli cristiani. Mentre non è
possibile assegnarle con sicurezza il vescovo Felice Epi-
scopo Nuceriano cui il papa Innocenzo I (401-17) scrisse
una celebre lettera, gli storici, invece, attribuiscono a N.
nell'Umbria quell'Aprilis Nucerinus che intervenne a
Sinodi romani del 23 ott. 501 e del 6 nov. 502. Porta a
questa conclusione lo studio critico delle fonti sullo sci-
ma laureniano e i Sinodi sotto papa Simmaco, quali il
Liber Pontificalis, il Fragmentum Laurentianum del me-
desimo, ecc.
Nel sec. IX c'è un Luitardo Episcopo Nucerense sotto-
scritto nel Concilio romano del 15 nov. 826 tra i 62 vescovi
che appartengono tutti all'Esarcato Ravennate o alla Pen-
tapoli, o al Ducato Romano o alla Tuscia o al Ducato di
Spoleto. E tra i 66 vescovi, anch'essi appartenenti tutti
agli stessi territori, che sottoscrivono al Sinodo romano
dell'8 dic. 853, c'è un Racipertus Episcopus Nucerienis
(cf. MGH, Concilia Aevi Karolini, a cura di A. Wer-
minghoff, Hannover-Berlino 1904, V. indice).
La sede ebbe vescovi illustri per santità e cultura; da
ricordare s. Rinaldo, vescovo e patrono della diocesi
(1218-22), Varino Favorino, celebre umanista (1514-38).
Altri santi maggiori della diocesi: il b. Angelo di
Gualdo Tadino, eremita camaldolese, e s. Ugo di Sasso-
ferrato, monaco silvestrino.