NOVAZIANO, CIMITERO DETTO DI

NOVAZIANO, CIMITERO detto di. - Scoperto nel 1926 e nel 1929 in occasione dell'allargamento della Via Tiburtina e dell'apertura del Viale Regina Margherita all'altezza della basilica di S. Lorenzo al Verano. Nessun documento topografico cristiano lo segnala, quindi non se ne conosce il nome primitivo; quello di N. gli viene dalla tomba di un martire omonimo, del pari ignoto alle fonti antiche, scoperto in una galleria.

In origine il cimitero constava di due piani: il primo, scoperto nel 1926 e trovato spoglio di tutto il materiale archeologico, è ora quasi completamente distrutto in se-

NOVAZIANO, CIMITERO detto di - Iscrizione dedicatoria al martire N. (fot. Pont. Comm. arch. sacra)

guito ai lavori stradali. Il secondo invece, messo in luce nel 1929, e non ancora completamente esplorato, è conservato assai bene. L'area cimiteriale è stata scavata in modo molto regolare. Dall'ingresso primitivo, situato ad ovest, si scende in una grande galleria da cui partono due altre perpendicolari, che permettono un comodo accesso a cinque altre parallele alla prima e per esse a cunicoli secondari. Queste gallerie furono in parte abbassate di circa due metri; inoltre si è constatato che alcune di esse furono riempite con materiale di scarico dagli stessi fossori. Nessuna pittura è venuta in luce e piuttosto raro è l'uso degli arcosoli e dei cubicoli. I loculi, in parte intatti, sono chiusi da lastre di marmo, da tegole oppure da tegole, intonacato e stucco, con evidenti tracce, in alcuni casi, dei liquidi odores versati sulle tombe in segno di devota venerazione. Sulla calce di chiusura si sono trovati infissi numerosi oggetti minori, tra i quali una Vittoria alata in alabastro, vetri dorati, bambole articolate in avorio, lampade, di cui una con Serapide, una pietra con il dio Apis, una lama di bronzo con una divinità egizia ornata di geroglifici (falsi), amuleto superstizioso probabilmente d'origine gnostica, monete di imperatori del sec. III ecc. Le numerose iscrizioni in latino e in greco, nelle quali figura spesso il solo nome del defunto, sono scolpite sul marmo, graffite sull'intonaco oppure dipinte in rosso. Di esse alcune sono importanti per le loro date consolari, che permettono di stabilire che il complesso cimiteriale è stato in uso nei secc. III e IV e per l'onomastica cristiana e le formole di acclamazione. Degne di rilievo le iscrizioni di Marciano dell'anno 323 e di Valeria Eucle del 270, situate nella prima galleria parallela, dopo quella posta ai piedi della scala antica. Nella terza galleria parallela si trovano le iscrizioni di Gamice (in greco, inedita) e di Calpurnia, entrambe del 266, quella di Cirilla del 270 (in greco), nonché un loculo chiuso con intonaco su cui trovasi dipinta una croce equilatera. Le due iscrizioni del 266 sono le più antiche datate della Roma sotterranea tuttora in situ.

Nella quarta galleria parallela meritano di essere ricordati: 1) il foculo di Antistia Eupubilina in cui furono trovati i capelli inanellati della defunta, trattati allo henné e ricoperti con una retina d'oro; 2) la tomba vuota del martire N. (ritrovata il 1° apr. 1932), costituita da una grande nicchia con sepolcro a mensa, decorata un tempo con marmi e musaici. L'iscrizione dedicatoria del sec. IV: NOVATIANO BEATISSIMO / MARTYRI GAUDENTIUS DIAC(ONUS) / FEC(IT), non chiarisce la personalità del martire che rimane, nonostante tutte le ricerche, incerta. Si è proposto di identificarlo, ma senza prove decisive, sia con uno oscuro martire N. della Chiesa romana, di cui rimangono tracce nei latercoli del 27 e 29 giugno del Martirologio geronimiano (Martyr. Hieronymianum, pp. 337, 342), sia con lo scimatico N. (antipapa), ucciso durante la persecuzione di Valeriano (257-58: Socrate, Hist. eccl., IV, 28; cf. anche Paciano di Barcellona, Epist. II ad Symprenianum: PL 13, 1062; Eulogio d'Alessandria [Fazio, Bibliotheca, cod. 182, 208, 280: PG 103, 533, 677; 104, 353] chiama falso e pseudomartirio quello di N.). Contro l'identificazione con N. antipapa sta il fatto che l'iscrizione non reca la qualifica di vescovo, che la galleria, dove trovasi la tomba del martire, pare scavata dopo il 270 e che inoltre nessun indizio di appartenenza del cimitero alla setta scimatica novaziànea è stato sinora riscontrato nelle nume- rose iscrizioni ivi scoperte. L'estremità della medesima galleria è occupata da un grande e ricco cubicolo, tomba di famiglia di un certo Tullianus dell'ordine equestre; vi si rinvennero quattro sarcofagi marmorei, tre dei quali con pregevoli scene di carattere cristiano.

Bibl.: si è premesso l'asterisco agli autori che sostengono o propendono per l'identificazione con N. antipapa. F. Fornari, Stagione scavi 1926-27, in Riv. arch. crit., 4 (1927), pp. 39-42; id., Relazione circa una nuova regione cimiteriale a S. Lorenzo, ibid., 6 (1929), pp. 179-230; E. Josi, Cimitero alla sinistra della Via Tiburtina al Viale Regina Margherita, ibid., 10 (1933), pp. 179-233; 11 (1934), pp. 7-47, 203-47; H. Lietzmann, Ein Gnostiker in der Novatianuskathakombe, ibid., pp. 350-62; G. P. Kirsch, Le catacombe romane, Roma 1933, pp. 132-35; P. Styger, Die römischen Katakomben, Berlino 1933, pp. 180-95; *id., Römische Märtyregriffe, 1935, pp. 195-98; E. Josi, in Riv. arch. crit., 12 (1935), p. 173, verbali Soc. Cultori di arch. crit.; H. Delehaye, Contributions récentes à l'hagiographie de Rome et d'Afrique, in Anal. Bolland., 54 (1936), pp. 265-68; *L. C. Mohlerberg, Osservazioni storico-critiche sulla iscrizione tombale di N., in Ephemerides Liturg., 51 (1937), pp. 242-49 (sunto della comunicazione alla Pont. accad. rom. di arch., 29 apr. 1937; cf. R. Rincidonti, 13 [1937], p. 10; 15 [1939], p. 16); *D. Van den Eynde, L'iscritpion sépulcrale de Novatien, in Rev. d'hist. eccl., 33 (1937), pp. 792-94; *C. Cecchelli, Monumenti cristiano-eretici di Roma, Roma 1944, pp. 157-62; *A. Ferrara, Antichità cristiana, Novatiano beatissimo martyri*, in Civ. Cat., 1944, IV, pp. 232-39.

A. Pietro Frutaz