ODESCALCHI, MARCO ANTONIO ANASTASIO

ODESCALCHI, MARCO ANTONIO ANASTASIO. - Maestro di Camera, n. a Moltrasio nel maggio 1624, m. a Roma il 28 maggio 1670. Ricevuti gli Ordini sacri a Como, si trasferì (1554) a Roma con il pro- cugino card. Benedetto Odescalchi, che rinunziò al vescovato di Novara, e con lui rimase fino alla morte in qualità di maestro di Camera.

Durante la peste del 1656-57 a Roma, l'O. se ne andò ad assistere gli appestati nell'Isola Tiberina, adibita a lazzaretto, continuando poi in seguito ad aiutare i poveri in vari modi, fino ad iniziare uno speciale ospizio detto poi di S. Galla. Egli stesso vi serviva i poveri, vi esercitava eroiche mortificazioni e fruttuosi ministeri sacerdotali, vi spendeva somme ingenti, sempre aiutato dal card. Benedetto. Fu sepolto nel coro di S. Maria in Campitelli, a spese del card. Benedetto che fece apporre al sepolcro l'iscrizione che ancor oggi vi si legge.

Il cardinale aveva pensato ad interessarsi della beatificazione dell'O., ma, divenuto papa (1676) con il nome di Innocenzo XI, se ne astenne per timore che ciò apparisse una forma di nepotismo. Continuò però a prendersi cura grande dell'ospizio, cui diede un assetto definitivo con bolla del 5 apr. 1686 diretta al nipote Livio Odescalchi.

BIBL.: le notizie surriferite sono tratte dall'Archivio Odescalchi in Roma. Altri brevi cenni si possono trovare in C. B. Piazza, Enerologio di Roma cristiana e gentile, II, Roma 1690, pp. 333-34; id., Delle opere pie di Roma, ivi 1690, pp. 133-34; G. Berthier, Vita di papa Innocenzo XI, ivi 1889, pp. 23, 260. Giovanni Battista Proia