ODESCALCHI, Famiglia. - Originaria di Como. Se ne suppone capostipite un GIORGIO, che viveva nel 1290. Molti suoi membri ebbero importanti cariche politiche nel milanese; poi, da Innocenzo XI (v.), la famiglia si stabilì a Roma. Ma LIVIO, figlio di CARLO fratello del Papa, non ebbe parte alcuna nel governo ed il Papa si contentò di elevare a ducato il possesso di Ceri ch'egli aveva acquistato.
In gratitudine per la vittoria di Vienna (1683), alla quale il Papa cooperò largamente, dopo la morte dello zio, Livio fu creato dall'imperatore Leopoldo I principe dell'Impero e duca di Sirmio, concessioni che costituirono un maggiorcato in favore dei suoi eredi. Nel 1689 egli fu poi alla morte di Innocenzo nominato generale della Chiesa, ed a sua volta comprò dagli Orsini il Ducato di Bracciano e la signoria di Palo sul Tirreno. Morì celibe il 7 sett. 1713 lasciando erede universale BALDASSARRE ERBA, figlio di sua sorella Lucrezia, con l'obbligo di assumere il nome e le armi degli O. Questi ebbe da Carlo VI la conferma del maggiorcato, sposò Flaminia Borghese, perpetuando così la discendenza degli O. e comprò nel 1745 dai Chigi il Palazzo ai SS. Apostoli che completò.
Cardinali furono BENEDETTO ERBA, arcivescovo di Milano (1712) molto benemerito, creato il 30 genn. 1713, m. nel 1740; ANTONIO ERBA creato il 24 sett. 1759, e pochi giorni dopo (28 sett.) nominato vicario di Roma. Più meritatamente ricordato è CARLO, n. a Roma il 5 marzo 1786, prete nel 1808, che si applicò con zelo alla predicazione popolare; il 10 marzo 1823 fu creato cardinale ed arcivescovo di Ferrara; dal 1826 ritornò a Roma, dove
ODESCALCHI FAMIGLIA - ODILIA
n. il 10 luglio 1517, m. a Londra il 14 febbr. 1571. Fu creato cardinale, a 16 anni, in occasione del matrimonio del delfino Enrico con Caterina de' Medici (1533), partecipò ai Conclavi da cui uscirono Paolo III (1534) e Giulio III (1550). Fino dal 1544 era vescovo-conte di Beauvais, pari di Francia, provvisto di ricche abbazie e priorati. Nel 1544 passò ai fratelli, Coligny e d'Andelot, i suoi beni patrimoniali. Membro del Consiglio reale, ebbe parte nello svolgimento della politica francese sotto Francesco I e Enrico II. Partecipò alla repressione della congiura di Amboise (1560) e poco dopo passò al protestantesimo (1561). A Beauvais scoppiò una sommossa contro di lui; spogliatosi allora dei titoli ecclesiastici assunse la qualifica di conte di Beauvais. Rifiutò di presentarsi al papa Pio IV (dal quale fu comunicato il 31 marzo 1563), riprese per dispetto l'abito cardinalizio e si sposò il 1° dic. 1564 con Isabella d'Hauteville, dama di onore della duchessa di Savoia, continuando a firma scritte come cardinale. Minacciato durante le guerre religiose, fuggì in Inghilterra, dove da Elisabetta fu trattato con ogni riguardo. Morì avvelenato dal suo cameriere.