O'CONNEL, DANIELE. - Statista, n. a. Carlen il 6 aug. 1775, m. a Genova il 15 maggio 1847. Conseguita in Inghilterra la laurea in giurisprudenza, nel 1798 iniziò la carriera forense.
Solo da pochi anni era stato concesso agli avvocati cattolici di poter patrocinare presso i tribunali britannici, ed egli se ne avvalse per assumere la difesa dei suoi correligionari in numerosi processi intentati ad agricoltori irlandesi che rifiutavano di corrispondere le decime di legge alla Chiesa anglicana, talché la sua attività legale si tramutò ben presto in una ardente opera di apostolato cattolico e di propaganda nazionalista. Allorché, in seguito alla insurrezione irlandese del 1798, il ministro Pitt fece proclamare nel 1800 l'Union Act tra Inghilterra ed Irlanda - con la conseguenza di sopprimere il Parlamento di Dublino e di ammettere cento deputati irlandesi alla Camera di Comuni e ventotto Pari di Irlanda a quella dei Lords -, O'C. fu il più energico oppositore dell'infausto provvedimento, e alla revoca dell'Union Act consacrò tutte le sue energie, in una battaglia che doveva durare tutta la sua vita. Contemporaneamente iniziò un'altra lotta altrettanto strenua: quella per ottenere la parificazione legale dei cattolici e dei protestanti - o, come allora si diceva, la «emancipazione» -; e qui, dopo ventinove anni di prodigiosa attività oratoria e politica, ebbe partita vinta: il Catholic Relief Bill, che reintegrava i cattolici in tutti i diritti civili e politici che erano loro negati, venne infatti promulgato nel 1829.
Frattanto O'C. si adoperò su basi sociali a destare una coscienza nella gran massa dei contadini irlandesi, angariati da proprietari anglicani. Nacque così nel 1822 la Catholic Association, che il governo inglese più volte sciolse come sediziosa e O'C. altrettante volte ricostituì con nomi diversi e immutato programma. Eletto deputato ai Comuni nel 1828, l'elezione venne contestata perché cattolico; ma dopo la promulgazione del Bill citato, venne trionfalmente eletto. Da quel giorno, sedette in permanenza nella Camera dei Comuni e vi combatté le più coraggiose battaglie in difesa della sua religione e della sua nazione.
Nel 1835 si accordò con il Partito liberale (patto di Hilchfield House) per ridurre la misura delle decime a favore della Chiesa anglicana; creò nel 1836 la Ireland General Association, nel 1838 la Precursor Society, nel 1840 la Loyal National Republican Association, la quale si proponeva la revoca dell'Union Act del 1800. Per diffonderla in ogni strategia della popolazione, O'C. introdusse l'uso dei cosiddetti Meetings monsters, imponenti adunate di popolo che si tenevano settimanalmente di paese in paese. Preoccupato, il governo di Londra ordinò che essi venissero interrotti e significò tale decisione all'O'C. il 7 ott. 1843, alla vigilia di un meeting indetto a Clontarf. Egli obbedì, ma venne egualmente arrestato come ribelle e condannato, nel marzo 1844, a un anno di reclusione e 2000 sterline di multa, nonostante fosse deputato al Parlamento e sindaco di Dublino. Interposto appello presso la Camera Alta, egli stesso impugnò la validità della sentenza dinanzi ai Lords, con un discorso che è forse il più alto della sua carriera; e i Pari d'Inghilterra lo mandarono libero il 4 sett. 1844.
Il ritorno di O'C. in Irlanda, dopo l'assoluzione, suscitò il tripudio nazionale; ma quel giorno di autentica apposita segno anche l'inizio della sua decadenza politica, in quanto i più accesi nazionalisti lo accusarono di aver ceduto alle imposizioni del Governo, sia per aver disdetto il comizio di Clontarf, sia per aver accettato di discutere la sua condanna invece di lanciare il segnale della rivolta. Contro le associazioni fondate da O'C. si costituì infatti la The young Ireland, a programma nettamente insurrezionale, che egli dovette sconfessare perché intendeva mantenere il moto di revisione contro l'Atto di Unione nella più rigorosa legalità.
Profondamente amareggiato da questa scissione - ufficialmente nel giugno 1846 - decise di compiere un viaggio a Roma per consigliarvisi con papa Pio IX: ma giunto a Genova, venne colto dalla morte, il 15 maggio 1847. Nel suo testamento lasciò scritto di legare l'anima al cielo, il corpo all'Irlanda e il cuore a Roma. La sua salma, cui vennero resi onori regali, riposa nel cimitero di Glasnevin ed il suo cuore fu deposto a S. Agata dei Goti, sede, allora, del Seminario irlandese de Urbe.
Una ricca scelta dei suoi discorsi venne raccolta dal Susack nel 1875, mentre il Fitzpatrick pubblicò gran parte del suo epistolario: The political and private Correspondence of D. O'C., Londra 1888.