OATES, Titus. - Avventuriero politico-religioso, n. a Oakham (Rutlandshire) nel 1649, m. a Londra il 23 luglio 1705. Il suo nome è legato alla famosa congrua, prettamente inventata, nota sotto il nome di « Oates's Plot » o « Popish Plot ».
Prima anabattista, poi anglicano, si finse convertito per poter frequentare e scovare i segreti dei Gesuiti; ma si fece scacciare dai loro colleghi di Valladolid (1667) e di St-Omer (1668). Per vendetta, mentì, asserendo di aver assistito ad un'assemblea dei Gesuiti il 27 apr. 1668, nella quale si era tramata la morte di re Carlo II, la strage dei protestanti, la restaurazione della Chiesa cattolica. L'accusa comprendeva 8 articoli, e l'O., nel difenderla, cadde nelle più stridenti contraddizioni, tanto che lo stesso Carlo II disse di non crederne una parola. Tuttavia il Parlamento, sotto la pressione di lord Shaftesbury, l'ammise per vera; si operarono arresti ed emanarono condanne. Durante 4 anni si ebbero 2000 arresti e furono impiccati, come traditori, molti innocenti, tra i quali 11 gesuiti, 3 francescani, 1 benedettino, 5 preti secolari, alcuni laici (18 di questi martiri furono beatificati nel 1929). Ultima vittima il b. Oliviero Plunkett, arcivescovo di Armagh.
L'O. fu poi processato, sotto Giacomo II, e condannato alla prigione e a forti multe; ma venne liberato più tardi, sotto Guglielmo III di Orange, e reintegrato nell'onore e nelle cariche dai protestanti.