OCTAVARIUM ROMANUM. - Libro liturgico della Chiesa romana, di uso facoltativo, che contiene le lezioni del secondo e terzo Notturno da leggersi durante i giorni delle ottave particolari delle feste dei patroni e dei titolari delle chiese.
Stabilite definitivamente da s. Pio V, con la pubblicazione del Breviario (1568) e del Messale (1570) riformato, le norme per la celebrazione delle ottave particolari dei patroni e dei titolari delle chiese, si fece sentire la deficienza di lezioni proprie per i giorni correnti di


OCTAVARIUM ROMANUM - Anteporta della ed. plantiniana con figurazioni simboliche del numero 8. Anversa, ex officina Plantiniana Balthasaris Moreti V. 1661 - Roma, esemplare della Biblioteca del collegio di S. Alfonso.
queste ottave, poiché nel corpo del Breviario tali lezioni mancano. Per ovviare a questo difetto, il noto liturgista Gavanto, consultore della S. Congregazione dei Riti, si mise al lavoro e compose una collezione di letture patristiche, distribuite appositamente per i giorni di queste ottave particolari. Nacque allora il dubbio se tale raccolta dovesse entrare direttamente nel Breviario, o formare un libro liturgico a parte. La S. Congregazione venne nella determinazione di pubblicare un libro separato dal Breviario, e confermò questa deliberazione col decreto del 19 febbr. 1622, premesso al libro che ebbe il nome: O. R., uscito nel 1623 a Roma e quasi subito anche fuori in varie edizioni. Il Gavanto vi premise un'erudita introduzione, nella quale si trattiene lungamente sulla storia e sul significato delle ottave, introduzione rimasta nelle edizioni moderne. Le due ultime edizioni dell'O. R. sono quelle del Pustet, curate dalla stessa S. Congregazione dei Riti, nel 1882 e nel 1902, con ampia appendice.
L'O. R. non è strettamente obbligatorio, ma, a un dubbio propostole, la S. Congregazione dei Riti ha risposto che le lezioni mancanti per le ottave particolari « desumantur ex O. R.» (Decr. auth. n. 2735; 8 ag. 1835).