O GENTE FELIX OSPITA

« O GENTE FELIX OSPITA ». - Inno delle Lodi nell'Ufficio della festa della S. Famiglia, composto da Leone XIII.

L'umile famiglia di Nazareth è proposta come modello alle famiglie cristiane.

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(da Th. J. Westropp, Irish Ethnographical collection, Dublin 1911, tav. tra p. 10 e II)

OGAMICA, SCRITTURA - Pietra con s. o. - Ardmore (Irlanda), Cattedrale.

nome ebraico mahd del serpente. È dunque sbagliata l'ipotesi di H. Leisegang (in Eranos-Jahrbuch, 1939 [Zurigo 1940], p. 206) che vuole dedurre la setta gnostica degli O. da un ambiente ellenistico. La parentela degli O. con gnostici che parlavano del patriarca Seth (i cosiddetti Sethiani) e con i Perati, che erano ugualmente aderenti a una gnosi giudaica, ci dirige verso una gnosi giuda e giudeo-cristana. Questi gnostici erano conosciuti da Ireneo (v. Haer., I, 30 St= I 28 Harv) che li identifica proprio con i Sethiani; li conosce anche Celso (v. Origen, Contra Cels., VI, 21 sq) ed Epifanio, Haer., 36 (cf. Ps. Tertulliano, Adv. omnes haer., 2; Filastro, Haer., I, p. 2, 9 Marx) parla a lungo di loro. Si tratta sempre della trasmissione della gnosi, cioè della conoscenza, grazie al serpente, del bene e del male che il dio creatore giudaico non aveva voluto rivelare agli uomini nel paradiso. Fa dunque parte integrale di questa gnosi l'opposizione al concetto giudaico di un Dio creatore. Probabilmente questa setta giudaica veniva dalla Mesopotamia, dove ne è rimasto sempre un ramo, ma più tardi si diffuse anche nell'Occidente (a Roma? già nel sec. II), specialmente in Egitto. Questa gnosi era antecedente a Valentino e sembra che non l'ellenismo, ma una speculazione giudea (o giudeo-iranica) sia stata alla sua base.

Si noti che non il simbolo del serpente, come da principio si era detto (v. Comptes rendus de l'Acad. des Inscript. et Belles Lett., 1948, p. 89), ma la croce ansata era la decorazione della copertura di cuoio su uno dei nuovi manoscritti gnostici di Nag-Hammadi; V. PECIA, op. cit. in bibl., p. 95.

BIBL.: R. A. Lipsius, Über die ophitischen Systeme, in Zeitschr. für wissenschaft Theol., 1863, p. 410 sq.; Honig, Die Ophiten, Berlino 1899; E. Amann, Ophite, in DTHC. XI, 1063 sq.; G. Bornkamm, Ophites, in Pauly-Wissowa, XVIII, 1, 654-58; T. Hopfner, in Charisteria A. Rzach, Reichenberg 1930, p. 86 sq.; G. Scholten, in Zeitschr. für neuest. Wissenschaft, 1931, p. 170 sq.; H. Ch. Puech, Les nouveaux écrits gnostiques, in Coptic Studies in honour of W. E. Crum, Boston 1950, p. 51 sq.; specialmente p. 146 sq. Erik Peterson