OGGETTIVISMO

OGGETTIVISMO. - Tendenza o indirizzo, comune a sistemi filosofici anche diversi, secondo cui la conoscenza non attinge soggetto (v.), ma si riferisce e si commisura alla realtà in sé, effettiva. Dal campo strettamente gnoseologico, esteso a quello scientifico, etico, estetico, religioso ecc., o, indica la concezione secondo cui scienza, etica, arte, religione, ecc. sono fondate sulla realtà e sull'essere, e sui loro valori ontologici.

Ulteriori determinazioni di o. sono in funzione del significato attribuito all'oggettività. Oggettivo, nel senso più corrente, è ciò che appartiene all'oggetto come realtà effettiva (all'oggetto ontologico-trascendente [V. OGGETTO]), e quindi vale e deve valere universalmente. Si oppone pertanto a ciò che è soggettivo, sia nel senso di « appartenente alle pure modalità e condizioni soggettive della conoscenza », sia nel senso di « individuale e relativo ». Va notato che l'oggettività non è riferita né può riferirsi alla realtà come è in sé indipendentemente dalla conoscenza, poiché una tale realtà sarebbe inattingibile: oggettività è quindi, in senso ontologico, ciò che si presenta e si fa valere nella conoscenza come reale, effettivo e pertanto universale; in senso gnoseologico, è la corrispondenza del conoscere a ciò che è reale, effettivo: corrispondenza che si rivela nei caratteri di necessità, universalità e assolutezza che accompagnano l'appercezione e affermazione intellettuale (v. GIUDIZIO).

Nell'ultimo senso indicato oggettivistica è la filosofia di Platone, di Aristotele, e, nelle sue principali correnti, scolastica (v.). Nella filosofia moderna l'o. è difeso particolarmente da Descartes, che ritiene la ragione, per la sue derivazione divina, conforme per se stessa alla realtà. Oggettivistico è anche il sistema dello Spinoza: « ordo et connexio idearum est idem ac ordo et connexio rerum »; « id quod in intellectu obiective continetur debet necessario in natura dari » (Ethica, parte 2°, prop. 7; parte 1°, prop. 30). In Kant oggetto proprio della conoscenza è solo ciò che viene dato nell'intuizione (v.) e siccome alla conoscenza umana sono possibili solo intuizioni sensibili, soltanto le rappresentazioni nello spazio e nel tempo (fenomeni) sono oggetti della nostra conoscenza. I concetti invece o categorie dell'intelletto (contrariamente a quanto riteneva il razionalismo) « sono semplici forme del pensiero senza realtà oggettiva »: « acquistano realtà oggettiva, cioè applicazione ad oggetti che ci possono essere dati nell'intuizione, ma solo come fenomeni » (Kritik der r. V. Transzend. Logik, I, 1, cap. 2, §§ 23, 24). L'oggettività della conoscenza intellettuale è quindi, per Kant, non la sua conformità a un ordine di valori intelligibili reali, bensì unicamente la sua riferibilità e applicabilità (a priori e quindi universale e necessaria) alle intuizioni sensibili come fenomeni. Hegel (v.) oggettività ha un doppio senso: a) « star di fronte al concetto per sé stante », b) « esser ciò che è in sé e per sé »: nel primo senso l'oggettivo è il mondo come distinto dall'io, che l'io in lotta infinita assorbe e risolve in sé; nel senso opposto « l'oggettivo significa quello che è in sé e per sé, quello che è senza limitazione e senza opposizione », ossia « l'essere in sé e per sé del concetto » (Wissenschaft der Logik, III, sez. 2°; trad. II. di A. Moni, Bari 1925, p. 185). In questo senso l'idealismo hegeliano, per la sua assoluta risoluzione del reale nel concetto, è o, assoluto. Analogamente G. Gentile: « L'attualista vuole il binomio soggetto-oggetto nella loro assoluta opposizione; ma... vuole, oltre l'opposizione, l'unità dei due termini » (Introduzione alla filosofia, Milano-Roma 1933, p. 262). « L'assertore dell'attualismo è più oggettivista del suo critico » (ibid., p. 263), in quanto riconosce la totalità dell'oggetto nella concretezza del suo principio (l'atto) e non, astrattamente, avulso da esso. In Windelband e in genere nella teoria dei valori (Russel,

Scheler) o, indica non il riferirsi della conoscenza a una realtà effettiva in sé (realismo), bensì alla pura idealità dei valori, i quali tuttavia hanno una consistenza « oggettiva » indipendente dai singoli soggetti.

BIBL.: A. Lalande, Objectif, in Vocab. technique et critique de la philos., 5° ed., Parigi 1947, pp. 678-83; V. L'AIA, Il problema della fondazione della filosofia e l'o. antico, 2° ed., Roma s. a. (1° ed., Varese 1936); J. Maréchal, Le point de départ de la métaphysique, V, 2° ed., Bruxelles e Parigi 1949, passim (cf. indice, p. 616); U. Viglino, Oggettività del pensiero, in Evetet docete, 2 (1949), pp. 64-83. V. anche: CONOSCENZA; GIUDIZIO; IDEALISMO; VERITÀ. Ugo Viglino
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“OGGETTIVISMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 80. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/oggettivismo.