ODET DI CHÂTILLON

ODET di CHÂTILLON. - Apostata, figlio del maresciallo de Châtillon e di Luisa di Montmorency,

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(da Muscum Odescalcham, II, Roma 1:21, anteparta) Odescalchi, famiglia - Birtatto di Livio O., fondatore della famiglia, Incisione del 1702.

nel 1832 divenne arciprete di S. Maria Maggiore e nel 1834 vicario generale, finché nel Concistoro del 20 nov. dimise la porpora per entrare fra i Gesuiti. Ri

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solo anno. Le guerre incessanti trovarono in O. un mediatore assiduo. Intervenne presso Roberto il Pio in guerra con il Ducato di Borgogna (1009) e la Contea di Sens (1016); presso Corrado II che minacciava Pavia di rappresaglie (1027). Si fece ancora campione della «tregua di Dio». La lettera dei vescovi delle Gallie, riuniti in concilio, in Provenza, indirizzata al clero d'Italia in favore d'una sospensione d'armi, dal mercoledì sera al lunedì mattina, sembra essere una iniziativa di O. (Mansi, XIX, 593; Hefele-Leclercq, IV, 971-72).

Fu amico e consigliere di papi e di principi, come Ugo e Roberto, re di Francia, l'imperatrice Adelaide, gli imperatori Enrico II e Corrado II, Sanzio di Navarra e Stefano d'Ungheria. Grande viaggiatore, venne nove volte in Italia. A lui si deve l'istituzione della Commemorazione dei fedeli defunti al 2 nov. (Statutum de Defunctis: PL 142, 1032). Durante le competizioni per la successione di Barcardo (m. fra il 1031-33) all'arcivescovo di Lione, i suffragani intervennero presso O. e gli ottennero perfino il pallio; malgrado le istanze di Giovanni XIX, egli rifiutò energicamente l'episcopato (Jaffé-Wattenbach, 1095; Gallia Christiana, IV, 82). Affranto per l'età e le infermità, O. intraprese verso l'autunno 1048 un'ultima visita dei monasteri. La morte lo sorprese al priorato di Souvigny nel Borbonese, nella notte fra il 31 dic. e il 1° genn. 1049, ed ivi fu sepolto. Canonizzato da Clemente VI nel 1345 (Biblioth. Cluniac., 345-46: PL 142, 1047-48), è festeggiato in Francia il 2 genn.

Della sua opera letteraria sussiste soltanto qualche pagina della sua vasta corrispondenza, una quindicina di sermoni per le principali feste dell'anno, inni in onore della Vergine, di s. Adelaide e di s. Maiolo. - Vedi tav. IV.

BIBL.: le opere letterarie d'O. sono raccolte nella Biblioteca Cluniacensis di M. Marrier, Mâcon 1915, pp. 270-91, 338-40, 350-408 (ristampa): PL 142, 939-1044. Qualche pagina pubblicata in Neues Archiv, 24 (1899), pp. 728-35, nella Revue bénédictine, 16 (1899), p. 477 sg. e nel Millénaire de Cluny, II, Mâcon 1910, pp. 103-13. La Vita, scritta dal discepolo Jotsdal, in Biblioth. Cluniac., 1813-24; PL 142, 897-940; Acta SS. Ianuarii, I, Parigi 1863, pp. 65-71; MGH, Scriptores, XV, pp. 812-20. Un'altra, scritta da s. Pier Damiani, Biblioth. Cluniac., 315-28; Acta SS. Ianuarii, I, Parigi 1863, pp. 71-77. Studi: delle tre monografie apparse, nessuna è scientifica né definitiva: O. Ringholz, Der hl. Abt. O. von Cluny, Brünn 1885, Vienna 1887; P. Jardet, St Odilon: sa vie, son temps, ses oeuvres, Lione 1898 (cf. Anal. Bolland., 18 [1896], pp. 287-88); L. Cote, Un moine de l'an mille: st Odilon, abbé, Moulin 1949 (cf. Rev. d'hist. eccl. de Louvain, 44 [1949], pp. 748-49). Si consulteranno anche le collezioni Cluny (v.).