OGLERIO di Trino, beato. - Abate cistercense, m. il 10 sett. 1214. Da ca. il 1205 fino alla morte fu abate del monastero di S. Maria di Lucedio presso Trino Vercellese. Il suo culto ab immemorabili fu confermato da Pio IX 18 apr. 1875.
Il cod. di Staffarda del sec. XIII (Torino, Biblioteca dell'Università: E. V. 4; Lat. 761) gli ascrive il Tractatus in laudibus s. Dei Gemitricis, raccolta di sermoni diretti a religione, composta prima del 1206, e la Expositio super Evangelium in Coena Domini in 13 omelie, scritte, già abate, per i suoi monaci; quest'ultima nelle edizioni più antiche delle opere bernardine venne attribuita a s. Bernardo. E altrettanto vale per il sermone Quis dabit del Tractatus (G. B. Adriani [V. BIBLICA.], pp. 80-90), edito sotto il titolo: Tractatus b. Bernardi de lamentatione V. Mariae (cf. E. De Levis, Anecdota sacra, Torino 1789, pp. 60-99).
Le idee religiose e l'esposizione, ridondante di espressioni bibliche e di reminiscenze liturgiche, spesso in forma di commosso ed incalzante colloquio, si ispirano al clima ascetico ed al linguaggio delle opere bernardine e cistercensi dell'epoca; ma O. a riguardo dell'Immacolata Concezione nell'Expositio (G. B. Adriani, p. 226) si distacca dalla sentenza negativa di s. Bernardo, precedentemente seguita (Tractatus, in G. B. Adriani, p. 3), con una vigorosa affermazione di tale singolare privilegio di Maria.
OGLIastra, DIOCESI di. - In provincia di Nuoro con residenza vescovile in Lanusei.
Ha una superfice di 2461 kmq. con una popolazione di 55.000 ab. tutti cattolici, distribuiti in 28 parrocchie servite da 49 sacerdoti diocesani e 8 regolari, ha i seminario, i comunità religiosa maschile e 8 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 299).
Nel medioevo questa regione orientale della Sardegna fu detta Barbagia o Barbaria, denominazione anche di una diocesi corrispondente a questo territorio. La diocesi fu creata dal papa Leone XII 11 in nov. 1824 per membramento dell'arcidiocesi di Cagliari, su istanza di Carlo Felice I, re di Sardegna, quale suffraganza di Cagliari, come è tuttora. Primo vescovo fu mons. Serafino Carchero, poi traslato a Bisarchio nel 1834.