OLIER, JEAN-JACQUES

OLIER, JEAN-JACQUES. - Sacerdote francese, fondatore della Società di S. Sulpizio, n. a Parigi il 20 sett. 1608, m. ivi il 2 apr. 1657. Fece i suoi studi nel collegio della Trinità dei Gesuiti (1617) e fu

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(per cortesia del Seminario di S. Sulpizio)

OLIER, JEAN-JACQUES - Ritratto di anonimo del sec. XVII - Parigi, Seminario di S. Sulpizio.

baccelliere in teologia nel 1630. Fu ordinato sacerdote il 31 maggio 1633. Suo direttore spirituale fu s. Vincenzo de Paoli che favorì il suo ardente zelo e che l'invito in Alvernia a predicare la sua prima missione nei dintorni di Pébra, di cui O. era abate. Subì una rude prova che durò due anni (1639-41): per purificare la sua anima di ogni amor proprio, Dio gli fece sperimentare il bisogno del suo concorso sia nell'ordine naturale che in quello soprannaturale. Malattia? Prova soprannaturale? Certamente l'una e l'altra. Bruscamente iniziata, la prova finì anche bruscamente e dopo questa data (1641) egli non provò più nulla di simile.

Nello stesso anno tentò di fondare un seminario a Chartres ma infruttuosamente. Il 20 dic. con de Foix e du Ferrier istituì un seminario a Vaugirard. Nel 1642 il curato di S. Sulpizio, de Fiesque, dette le dimissioni; O. lo sostituì. La parrocchia contava più di 150 mila ab.: ed era una delle più depravate di Parigi. O. divise la parrocchia per quartieri sforzandosi di istruire e di formare ad una solida pietà i suoi fedeli. Sviluppò intensamente le opere di carità. Le miserie delle due Fronde procurarono un grande esercizio per il suo zelo. Il risultato fu magnifico: la parrocchia divenne una delle più ferventi della capitale. Ma una febbre violenta lo costrinse a dare le dimissioni in favore di de Bretonvilliers il 20 giugno 1652.

La nomina alla cura di S. Sulpizio portò lo stabilimento del Seminario accanto alla chiesa parrocchiale. Le caratteristiche furono: la separazione tra i fanciulli (piccoli seminari) e i ragazzi (grandi seminari), la comunità divisa tra maestri e alunni che partecipano agli stessi esercizi, il governo fondato sullo spirito di fede, la coscienza, la cordialità, la confidenza e non sulla sorveglianza disciplinare. I seminari, dopo un soggiorno più o meno lungo nel Seminario, passavano uno o più anni nella parrocchia, come ad una scuola di applicazione.

Alcuni vescovi chiesero preti a O. per la direzione di nuovi seminari: i primi furono Nantes, Le Puy, Viviers,

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(per cettesia dei p. A. Ghimay, O.F.M.)
Oliber, Livarius - Ritratto.

Clermont. Lo spirito di S. Sulpizio si spandeva grandemente nella Francia. Con le Royer de la Dauversière, fondò la Compagnia di Nostra Signora di Montréal, e l'anno stesso della sua morte inviò il de Quelus con alcuni compagni per l'opera che egli aveva intravisto e che, attraverso mille difficoltà, prosperò in modo straordinario.

O, mori assistito da s. Vincenzo de' Paoli. Bossuet diese di lui: "virum praestantissimum ac sanctitatis odore florentem».

Opere: La Journée chrestienne (Parigi 1655; vers. it., Milano 1935); Catéchisme chrétien pour la vie intérieure (Parigi 1656; vers. it., Milano 1941); Indroduction à la vie et aux vertus chrestiennes (Parigi 1658; vers. it., Milano 1838); Traité des saints Ordres (Parigi 1676; vers. it., Torino 1884, 1925); Lettres (ivi 1672); Pietas Seminarii Sancti Sulpizii (ed. critica, Bourges 1879); Mémoires, ecc., opere tutte trepide, secondo la migliore tradizione dell'Oratorio francese e specialmente secondo la dottrina del card. de Bérulle e del de Condren, di amore verso Cristo e di mistica unione con il Verbo incarnato. L'O. si può paragonare per l'acutezza della introspezione e la finezza del sentimento a s. Francesco di Sales.

Bibl.: M. Faillon, Vie de M. O., fondateur du Séminaire de St-Sulpice, $4^{\text {e }}$ ed., 3 voll., Parigi 1873; F. Monier, Vie de J. J. O., ivi 1914; H. Bremond, Histoire littéraire du sentiment religieux en France, III, ivi 1921, capp. 4-5; E. Levesque, s. V. in DThC, XI, coll. 963-82; P. Pourrat, J. J. O., Parigi 1932; id., La spiritualité chrétienne, III, ivi 1944, pp. 525 sgg., 562 sgg.; A. Portaluppi, G. Giacomo O., Milano 1947; J. Guly, Le sacrifice dans l'Ecole française de spiritualité, Parigi 1951, pp. 285-335. Michele Ruggero Jeuné