OLOFERNE. - Generalissimo, il più alto personaggio dopo il re (Iudt. 2, 4; cf. I Par. 16, 5; II Par. 28, 7; Esth. 13, 3; 16, 11), cui Nabuchodonosor (= Artaserse III Ochus, 358-338 a. C.; v. GIUDITTA) confida l'esecuzione del piano di occupazione e di devastazione del ribelle Occidente (Iudt. 2, 4-13). O. raduna il suo stato maggiore, raccoglie un numeroso esercito, con 120.000 fanti e 12.000 cavalieri di truppe scelte; assale e devasta l'Asia Minore, la Siria; la zona marittima, fino a Gaza, gli si arrende terrorizzata (ibid. 2, 4-13); Giuda invece prepara la difesa (ibid. 4). O. rigetta sdegnoso il discorso dell'ammonita Achior (v.) e assedia Bethulia. Rimane avvinto dalla bellezza di Giuditta che, invitata a banchetto, gli taglia il capo, mentre ubriaco giace in profondo sonno (ibid. 5-7; 12-13).
Il nome di O. è « di stampo prettamente persiano; significa in quella lingua 'fortunato' »; è scritto, anche più correttamente, Oroferne » (A. Vaccari [v. bibl.], p. 309), come appare dal paragone con altri uomini persiani, quali Tissaferne, Dataferne, Artaferne. Si conosce un re di Cappadocia che si chiamava Oroferne (Polibio, III, 5, 2). Diodoro Siculo (Bibliotheca historica, XXXI, 19, 2-3) narra che il re di Cappadocia Ariarathus, contemporaneo di Artaserse III, aveva un fratello di nome O. che si trovava a fianco dei Persiani per lottare con essi contro l'Egitto (353 o 351 ca.). È del tutto secondo il costume orientale affidare a nobili stranieri, specialmente di paesi sottomessi o alleati, posti importantissimi (cf. Gen. 41, 33-46; Esth. 8, 2; 16, 11; L. Soubigou [v. bibl.], p. 512 sg.).

Quanto qui è notato su O. conferma l'identificazione Nabuchodonosor-Artaserse III, oggi comunemente ammessa per il libro di Giuditta.
Bibliografia2 opere
Francesco Spadafora