OMILIARIO

OMILIARIO. — Da homiliarius, homiliarius liber doctorum, propriamente, in origine, indicava una raccolta di discorsi dei ss. Padri sui Vangeli ad uso dei concionatori: un prontuario di predicazione (nel senso e scopo con cui nel 1903 il card. G. Vives pubblicò l'Homiliarius Breviarii Romani... in usum concionatorum et scholarum sacrae eloquentiae). Sermonario, invece, era un repertorio di trattati o commenti patristici ai salmi o ad altri libri della S. Scrittura, per servire di lettura nell'Ufficio divino. Questi termini, però, non ebbero né hanno un valore assoluto; a. o. abbandonato il significato primitivo, si annetté quello di sermonario: « Omeliae sive tractatus beatorum Ambrosii, Augustini, Hieronymi, Fulgentii, Leonis, Maximi, Gregorii et aliorum catholicorum et venerabilium patrum legendae per totum anni circulum», si legge in un manoscritto di Montpellier del sec. IX. Il titolo degli o. è in genere assai prolisso. Al titolo segue la lista dei capitula, cioè l'indice delle materie. La divisione dell'o. in due volumi è la più frequente: il primo contiene le homiliae dalla 1° domenica di Avvento o da Natale al Sabato Santo, il secondo da Pasqua alla fine dell'anno.

IAl principio, nell'Ufficio vigilare difficilmente si ammettevano altre letture all'infuori della S. Scrittura (fanno eccezione gli Acta Martyrum, nel loro anniversario). Il Nuovo Testamento, specie le epistole paoline, aveva la