ONORIO II, PAPA. - Pontificò dal 1124 al 1130. Il S. Collegio portando i suoi suffragi (21 dic. 1124), non senza difficoltà, sul nome di Lamberto, cardinale vescovo di Ostia, uno dei negoziatori del Concordato di Worms del 1122 e uno degli animatori del IX Concilio ecumenico del Laterano (1123), orientava il nuovo pontificato verso la realizzazione effettiva della riforma ecclesiastica. I buoni rapporti con quasi tutti i re dell'Occidente procurarono a O. II un pontificato pacifico e fecondo.
L'elezione di Lotario di Sassonia e re di Germania, avvenuta nel 1125 per le premure dell'arcivescovo di Magonza Adalberto, contro gli ultimi desideri di Enrico V, poneva sul trono imperiale un principe docile all'influenza della Chiesa. Le elezioni episcopali si effettuarono regolarmente e il Re lasciò al legato pontificato la cura di decidere nei casi di litigio, come nella successione del vescovo di Würzburg. In cambio, il Pontefice e l'episcopato sostenero Lotario III contro il suo rivale Corrado, scomunicando quest'ultimo e i suoi partigiani, ad es., l'ambizioso arcivescovo di Milano Anselmo, che aveva già conferita la corona di ferro al pretendente (1228).
La moderazione e longanimità di O., che stupiva persino s. Bernardo, condusse alla sottomissione Luigi VI il Grosso ch'era in contrasto col vescovo di Parigi, Stefano di Senlis, e con l'arcivescovo di Sens, Enrico Sanglier, e il Re permise che le elezioni si compissero liberamente. Lo stesso avveniva in Inghilterra, dove l'episcopato era interamente nelle mani del Papa. In ogni regno vi era un legato papale che trasmetteva la volontà di Roma.
Solo in Italia il pontificato di O. non fu altrettanto felice. Non poté sistemare come desiderava la successione di Guglielmo di Puglia, nipote di Roberto il Guiscardo, né impedire che se ne impadronisse Ruggero II di Sicilia. Il Papato, riconciliato con l'Impero, per allora non aveva bisogno d'un rifugio; tuttavia a Roma la rivalità dei Frangipani e dei Pierleoni, rimasta latente durante il pontificato di O., scoppiò violenta negli ultimi giorni del Papa, moribondo nel monastero di S. Gregorio al Celio, ove m. la notte tra il 12-13 febbr. 1130.