ORDALFFI, FAMIGLIA

ORDALFFI, FAMIGLIA. - Tenne per due secoli la signoria di Forlì e altre terre romagnole.

La signoria è già delineata allorché SCARPETTA, figlio di Tebaldo, è capitano del popolo nel 1307. Poco dopo, Roberto d'Angiò poté impadronirsi degli O., ma questo non impedì a Cecco (1315-31), fratello di Scarpetta, di rioccupare Forlì.

La personalità più forte della casata fu FRANCESCO, che a partire dal 1333 dominò Forlì, Forlimpopoli e Cesena. Quando l'Albornoz iniziò la sua opera fu costretto a bandire una specie di crociata contro di lui, che, nonostante l'espugnazione di Cesena (1357), si arrese solo nel 1359. Gli fu riconosciuto il vicariato per Forlimpopoli e Castrocaro, ma, non pago, tentò invano di riconquistare tutto il suo dominio con l'aiuto visconteo: ritirato a Venezia, ivi, nel 1374, lasciando quattro figli.

Di questi, SINIBALDO, aiutato da Firenze, vinse gli armati pontifici ed entrò nel 1376 in Forlì, di cui gli fu accordato il vicariato da Urbano VI nel 1379. Poco dopo i nipoti Cecco e Pino lo imprigionarono e tennero saldamente il governo fino al 1405. Dopo una serie di torbidi, a partire dal 1411 gli O. dovettero alternare il proprio governo con quello pontificio, fin quando, nel 1443, il Piccinino riconquistò Forlì per ANTONIO, figlio bastardo di Cecco. Fra i molti successori, Pino III (m. nel 1480) protesse artisti e letterati; la signoria si estinse con Sinibaldo II, poiché lo Stato fu assegnato a Girolamo Riario da Sisto IV. L'ultimo O. m. a Ravenna nel 1504.

BIBL.: L. Passerini, O. di Forlì (1862), in P. Litta, Famiglie celebri italiani; C. Grigioni, Pino III O., in La Romagna, 7 (1910), pp. 118-23; R. C. Storti, Cia degli O., in La cultura moderna, 49 (1940), pp. 453-59.