ORLÉANSVILLE. - Nell'Algeria, sul luogo dell'antico Castellum Tingitanum. Si conoscono i nomi di alcuni suoi vescovi, quali Marino nel 324, noto da un'epigrafe; Cereale nel 431, ricordato da Isidoro di Siviglia; Voconio o Boconio ca. 1460, menzionato da Gennadio; Reparato (460-75), di cui si conosce l'epitaffio; Pietro ca. il 484. Severino è un vescovo donatista ca. il 411.
Nel 1843 fu scoperta la basilica del vescovo Reparato (m. 26 X 16) con ingressi laterali all'aula, divisa in cinque navate da pilastri con abside sopraelevata e con altra abside opposta, nella quale si ritiene fosse posto un battistero. Il pavimento era rivestito di musica, con iscrizioni, una delle quali indicava l'inizio delle fondazioni al 21 nov. 324 (CIL, VIII, 9708); in un'altra l'augurio: semper pax (ibid., 9712); in una terza in labirinto si leggeva: Sancta ecclesia (ibid., 9710); un giuoco di lettere formava l'epigrafe Marinus sacerdos (ibid., 9711). Vi fu poi inserita l'epigrafe in musica del vescovo Reparato. A nord-est di O. nella località Beni-Rached, nel 1913 si rinvenne un grande pavimento in musica (m. 9-40 X 5.70) avente nel centro una corona d'alloro con l'iscrizione votiva posta dai donatori, Floro e Matrona con i loro figli e l'augurio a cum clero tuo floreas ut hoc feret Deus iussit. A sud-ovest di tale dedica appare poi una seconda corona d'alloro in musica con l'iscri-
zione « Pax aeciesiae catholicae semper » che si riferisce al periodo della lotta contro il donatismo allo scorcio del sec. IV; la prima iscrizione fa supporre che anche a Beni-Rached fosse in quel tempo una sede vescovile (J. Carcopino, Note relative à une inscription chrétienne découverte près d'O., in Comptes rendus de l'Acad. des. inscr. et belles lettres ... [1913], pp. 633-66). A tre km. da O. si rinvenne un ipogeo cristiano con tombe decorate con musicai e iscrizioni datate agli anni 468 e 474 (CIL, VIII, 9713). Ivi fu trovato nel 1850 il lampadario in bronzo a forma di basilica poi passato nella collezione A. Basilewsky e ora nel museo « de l'Ermitage » a Lenigrado (riprodotto alla voce AFRICA, vol. I, col. 414).
Tra le altre iscrizioni si ricordano, ora nel Museo di Algeri e provenienti da una cappella sulle rive del Cheli, due frammenti di mattoni in cui si ricorda una memoria apostolorum Petri et Pauli e terminante con l'espressione iubente Deo et Christo, della fine del sec. IV o del V (CIL, VIII, n. 9714); l'epitafio marmoreo del figlio del tribuno Fuscius morto nel 406 e deposto presso una memoria degli stessi apostoli « aput sanctos Apostolos Petru et Paulu in nomine Dei et Cristi » (ibid., n. 9715).