nicano, n. a La Canne nel 1492, m. a Parigi il 12
giugno 1557. Religioso a Dinan nel 1510 ca., studiò
a Parigi e vi si addottorò nel 1527. Fu vicario gene-
rale dell'Ordine in Francia (1542-45) e inquisitore ge-
nerale in tutto il Regno di Francia dal 1534 alla morte.
Molto stimato da Paolo III, che lo nominò peniten-
ziere apostolico (1553), e dai sovrani francesi, esercitò
con saggezza e moderazione il suo ufficio di inquisitore
generale e contribuì alla conservazione della fede e ad arre-
stare il diffondersi del calvinismo. Su invito di Francesco I,
nel 1554 si recò a Ferrara per cercare di convertire la du-
chessa Renata, sorella del re, favorevole a Calvino e pro-
tettrice di protestanti. Con la sua presenza allontanò dalla
città i numerosi protestanti, ma dovette lottare molto
prima di ricondurre la duchessa alla fede cattolica. Dovette
occuparsi anche di s. Ignazio e dei suoi primi compagni;
e li difese contro gli accusatori.
Scrisse: Ad haeresum redivivas affectiones Alexiphar-
macum (Parigi 1544, Venezia 1551 e 1558); è un com-
mento alle cinque parole di s. Paolo: gratia, iustificatio,
peccatum, libertas, lex, contro le false interpretazioni dei
protestanti.