OSIMO e CINGOLI, DIOCESI di - Diocesi riunite, la prima in provincia di Ancona, la seconda in quella di Macerata.
Osimo ha una superficie di 150 kmq. con una popolazione di 44.515 ab. tutti cattolici; conta 28 parrocchie servite da 67 sacerdoti diocesani e 27 regolari; ha 5 comunità religiose maschili e 15 femminili.
Cingoli ha una superficie di 105 kmq. con una popolazione di 13.000 ab. tutti cattolici; conta 11 parrocchie servite da 24 sacerdoti diocesani e 14 regolari; ha 2 comunità religiose maschili e 3 femminili. (Ann. Pont., 1952, p. 304).
Negli Atti di s. Antimo (BHL, 361) sono ricordati come martiri osimani Sisinnio diacono, Diocleziano e Fiorenzo; ma, sulla testimonianza più sicura del Martirio-gio geronimiano e del posteriore culto locale, sono ritenuti martiri autentici di O. Fiorenzo e Diocleziano (L. Allevi, Origini cristiane delle Marche, in Atti e memorie di Dept. di St. patr., 5ª serie, 2-3 [1938], p. 257). La sede vescovile è attestata come vacante da lungo tempo, diu pastorali

Osimio e Cingol, diocesi di - Portico d'ingresso sul fianco sinistro (primi del sec. xili) - Osimo, Cattedrale.
sollicitudine destituam, da una corrispondenza di Gregorio Magno del 599 (Jaffé-Wattenbach, 1624-25) ed è sicuramente anteriore a questo periodo. Ma nulla di certo si conosce del vescovo s. Leopardo, la cui Vita (BHL, 4884) leggendaria lo fa contemporaneo di papa Innocenzo I (401-17); il culto abbastanza antico (sec. XI) è attestato dagli Statuti della città, compilati sotto il vescovo Pietro Ascolano (nel 1371). Nel proemio sono invocati Leopardo, Vitaliano e Benvenuto, quali sanctissimi confessores (O. Sabbatini, Sul fondamento giuridico degli Statuti comunali. Un documento osimano del sec. XIV, in Studia Picena, I [1925], p. 74); Vitaliano è ricordato in un epitaffio murato nella cripta del Duomo (sec. VIII) e di s. Benvenuto vescovo (1364-82) si custodisce l'urna. La cronotassi dei vescovi di O., piena di grandi lacune per il periodo più antico, si presenta completa e sicura dopo il sec. X. Durante la lotta contro il nicolasimo e le investiture, la città fu agitata da tumulti popolari contro i quali intervenne, con una lettera diretta omnibus Auximaniis clero et populo, il papa Leone IX (cf. S. Prete, S. Pier Damiani, le chiese marchiani, la riforma nel sec. XI, in Studia Picena, 19 [1949], pp. 123-24); al vescovo Gislerio (1022-57), che si diceva colpevole di orribili crimini, scrisse il Damiani esortandolo al ravvedimento ed a lui, tornato a miglior consiglio, diresse uno dei suoi opuscoli (Epist., 4, 4: PL 144, 299; Opusc. 16: PL 145, 366-80). Nel sec. XII il più noto vescovo è Gentile (1177-1205), che spiegò un'opera pacificatrice nella regione, trasportò i corpi dei martiri Vittore, Filippo e Corona in O. e fece lavori nella Cattedrale.
Sotto il vescovo Rainaldo, nel 1240, la sede episcopale fu soppressa da papa Gregorio, perché la città si era data a Federico II, e fu assoggettata a Recanati: il 28 febbr. 1264 Urbano IV la ripristinò. Il vescovo Bernardino de Cupis (1547-74) partecipò al Concilio di Trento e curò l'esecuzione dei decreti in diocesi, continuata dal successore Cornelio Fermani (1574-88) che convocò un sinodo e fondò il convento dei Cappuccini. Più tardi si segnalarono: Agostino Galamini O. P., maestro del S. Palazzo e ministro generale dell'Ordine, cardinale nel 1611, trasferito dalla chiesa di Recanati a questa di O. che rese per 19 anni (1620-39); compì varie visite e tenne tre Sinodi (1624-27-36); il card. A. Bichi, che chiamò i padri Filippini in O. ed invitò a reggere l'oratorio nascente il noto quietista p. Giacomo Lambardi (1672). Benedetto XIII, ripristinando la diocesi di C., la unì aequo principaliter a O. Dei titolari delle due chiese unite sono da ricordare Pompeo Compagnoni (1740-74), autore di erudite memorie storiche della diocesi e della regione e il card. G. A. Benvenuti (1828-38), legato del governo pontificio nei moti del 1831.
La città di O., offertasi a papa Adriano I (Lib. Pont., I, p. 496), appartenne fin dal sec. VIII allo Stato pontificio, ma le alterne vicende delle posteriori lotte tra Chiesa e Impero spinsero O. verso la parte ghibellina; nell'assedio di Ancona del 1172 prestò aiuto alle milizie imperiali di Cristiano di Magonza e, perché aveva partecipato per Manfredi, fu privata della sede vescovile nel 1240 fino
al 1264. Nel sec. XIV si sottopose ad un governo autonomo di signori locali (Guzzolini, Sinibaldi) riuscendo solo a pacificarsi con il card. Albornoz (1368). Caduta sotto la signoria di Francesco Sforza (1433) se ne liberò per tornare alla S. Sede a cui rimase soggetta fino all'annessione delle Marche (1860).
Monasteri. - S. Pietro sotto la chiesa romana: aveva vastissimi possessi elencati in un atto di donazione del papa Benedetto X (1058); S. Vittore de arcione, presso il fiume Musone, di origine benedettina, ricordata in molti diplomi pontifici (sec. XI-XII) e trasferita più tardi in commendam; le carte della distrutta fondazione sono nell'Archivio comunale; S. Maria in silvis, presso Macerata, fondata nel 1042 iuris beati Petri, concessa da Urbano II all'abbaia di S. Maria di Rambona e nel 1153 passata a quella di Chiaravalle di Fiastra. Nell'osimano ebbe la culla l'Ordine dei Silvestrini (monaci di S. Benedetto di M. Fano) fondato da S. Silvestro Gozzolini (1177-1267) di O. a M. Fano nel 1231.
Monumenti. - Cattedrale: notevoli elementi sono attribuiti ad una costruzione preromana del sec. VIII ca., al tempo del vescovo Vitaliano; ma la forma attuale dell'intero edificio è di struttura romana. Papa Leone IX l'avrebbe consacrata nel 1053 e dedicata a S. Leopardo. Il monumento, nella forma attuale, pare debba attribuirsi al vescovo Giovanni (1295-1320). Caratteristico il portico d'ingresso sul fianco sinistro, a tre arcate con tre portali; motivi decorativi plastici sono nell'abside e nel transetto. L'interno è gotico con volte e crociera del sec. XVI. La cripta costituisce la parte più interessante del monumento: formata da 3 navatelle trasversali e 7 longitudinali, presenta numerosi esemplari di capitelli e materiale di origine romana. Il vescovo A. Ugolini Sinibaldi fece tumulare il corpo di S. Leopardo, rinvenuto nel 1296 (inventio), in un artistico altare nel 1513 e nella cripta trasferì pure i resti di S. Vitaliano e dei martiri di O.; questi ultimi si conservano in un sarcofago del sec. IV; scene di caccia sulla fronte e nell'alzata figurazioni cristiane: adorazione dei Magi, Noè nell'arca, ecc. (C. Costantini, Il duomo di O., in Rassegna marchigiana, 3 [1925], pp. 283-91; id., I restauri del duomo di O., ibid., 4 [1926], pp. 117-27). Annesso all'episcopio è il Battistero dove si ammira un fonte battesimale in bronzo di Tarquinio e P. Iacometti di Recanati (1627). Basilica di S. Giuseppe da Copertino: la chiesa e convento di S. Francesco sono sicuramente attestati nel 1247, e a quest'epoca appartengono alcune strutture dell'attuale tempio, come l'abside, la torre, il fianco destro. Dal 1657 vi soggiornò S. Giuseppe da Copertino che vi morì ed essendo stato canonizzato il 16 luglio 1767 da Clemente XIII ebbe in O. un culto fino al presente. La chiesa, restaurata, fu consacrata e dedicata al nuovo Santo il 27 maggio 1781 dal vescovo card. G. Calcagnini e da Pio VI dichiarata basilica il 20 genn. 1706 (anon., Convento di S. Francesco e basilica di S. Giuseppe da Copertino, in Picenum Seraphicum, 2 [1916], pp. 186-213, 439-48). S. Niccolò: ex-chiesa, romana, con bel portale e decorazione gotica (sec. XIII); in una edicola gotica si conservano affreschi della scuola bolognese del sec. XIV; otto dottori nella volta, sulle pareti il Crocifisso e scene della vita della Vergine. Nel territorio di O. è un santuario mariano a Campocavallo, una recente costruzione in stile neo-lombardo iniziata nel 1892 dal vescovo E. Mauri e compiuta dal vescovo P. Fiorani (1916-24). Tesoro: nella Cattedrale si conserva una lamina argentea a sbalzo (cm. 32 x 12) ove è raffigurato il vescovo in piedi con pallio, nimbo e la scritta SCS Leopoldus del sec. VIII-IX. Nell'Archivio della Curia si conservano carte posteriori al sec. XIII (1202); l'Archivio comunale, ricco di carte di provenienza monastica, fu riordinato da A. Zonghi (Relazione sull'ordinamento dell'antico Archivio comunale della città di O., Fano 1883).
C. - La sede vescovile di C. ha un'origine antica. Il vescovo Giuliano di C., che seguì papa Vigilio a Costantinopoli nel Concilio del 553 (Mansi, IX, 353-59), è il primo di cui parlano i documenti, mentre Teodosio ed Esperanzio appartengono ad una antica età che non si può determinare a causa del carattere leggendario della Vita s. Exsuperatii (BHL, 2808). Estintasi

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**Fig. 1.** (fot. Alinari)
**Ossi o Cingoli, Diocesi di - Portale della chiesa di S. Esperanzio. Opera di M. Jacopo (1205). Nella lunetta s. Esuperanzio fra due angeli - Cingoli.**
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In epoca ignota la sede vescovile, C. fu sottoposta alla diocesi di O. e solo nel 1725 fu restaurata da Benedetto XIII che la unì aequo principaliter a quella di O. Si può ricordare che C. ha dato i natali a F. Saverio Castiglioni che divenne papa Pio VIII (31 marzo 1829 - 30 nov. 1830).
**Monumenti. - A C. si trova un bel gruppo di chiese monumentali dell'epoca romanico-gotica del sec. XIV, delle quali si segnalano: S. Esperanzio, con artistico portale (1295); S. Domenico, dove si conserva la Madonna del Rosario di L. Lotto (1539); S. Giacomo; S. Filippo e S. Anastasia dove sono pregevoli affreschi (secc. XV-XVI).**
**Bibli.: Lanzoni, I. 387, 389, P. F. Kehr, Italia Pontif., IV. Berlino 1909, pp. 206-211; Cappelletti, VII, 482; F. A. Zaccaria, Axiomatium episcoporum Series, Osimo 1764; F. M. Rafaelli, Disertazione dell'origine e de' progressi della chiesa vescovile di C., Pausano 1769; P. Compagnoni, Memorie critiche della Chiesa e dei tesori di O., opera postuma con note di F. Vecchietti, 5 voll., Roma 1782-83; L. Serra, L'arte nelle Marche, Pesaro 1939. Serafino Prete**