OTRICOLI. - Antica diocesi nell'Umbria in provincia di Terni, posta sul percorso della Via Flaminia su un colle dominante la valle del Tevere.
Il centro umbro di Ocriculum, dopo il 308 a. C. sarebbe divenuto, secondo Livio, alleato dei Romani. Dal 220 fu stazione della Via Flaminia; durante la guerra sociale parteggiò per gli Italici e fu completamente devastato; forse dopo tale evento fu trasferito in pianura presso il Tevere. Fu municipio della regione VI, ascritto alla tribù Arnense ed ebbe una certa floridezza durante l'Impero. Secondo Idazio, nel 413 si sarebbe svolta presso O. una sanguinosa battaglia tra le milizie di Onorio ed Eracliano. Nel medioevo il sito della città romana fu abbandonato e l'abitato si trasferì nuovamente sul colle ove era stato il centro umbro. Dopo aver appartenuto al ducato romano, O. passò tra i domini della Chiesa; nel 1433 fu occupata da Francesco Sforza; nel 1547 ne fu investito G. B. Savelli. Pio VI, tra il 1776 e il 1786 vi fece fare scavi sistematici che fruttarono numerose opere d'arte ai Musei Vaticani, tra cui il celebre busto di Giove.
Patrono di O. è s. Vittore, la cui festa si celebra il 14 maggio. Vi sono anche venerati i ss. Fulgenzio, Eleozamo, Nestorio, Leopardo e Corona, le cui reliquie furono trasferite nel 1316 nella chiesa collegiata di O., nonché s. Medico, il cui corpo si rinvenne nel 1611 nel cimitero cristiano di S. Vittore.
O. fu antica diocesi; se ne hanno menzioni dal sec. v e sono noti i vescovi Ercole (487), Costantino (499), Domenico (595 e 601) e s. Fulgenzio che sedette ca. la metà del sec. vi e che Totila, passando per O., dapprima imprigionò e poi rilasciò in seguito ad un evento miracoloso narrato da s. Gregorio Magno. Agli inizi del sec. vii si perdono le notizie della diocesi che fu assorbita da quella di Narni.
Esistono a valle della odierna O. insigni avanzi della città romana in gran parte da ascriversi al periodo augusteo: un teatro, un anfiteatro, una grande costruzione ad arcate, le terme di L. Iulius Iuliius del sec. II d. C. da cui proviene il noto musaico della Rotonda Vaticana. La chiesa collegiata di S. Maria, di cui si hanno notizie dalla metà del sec. xii, conserva l'iscrizione del sec. vi posta da s. Fulgenzio sull'altare di S. Vittore.
Il monastero di S. Vittore presso i ruderi della città romana (resti del sec. xi-xii) sorse presso la chiesa eretta nel sec. vi da s. Fulgenzio per contenere il corpo di quel santo da lui ritrovato. Gregorio IX nel 1232 attribuì questo monastero al vescovo di Narni; fu poi di diritto e proprietà della Chiesa Romana. Vi era annesso un cimitero sotterraneo. Recentemente sono apparsi i resti di un luogo di culto cristiano presso la zona dove doveva sorgere la Basilica romana: vi sono stati rinvenuti una iscrizione posta da un Marcello (probabilmente un presbyter) in occasione della costruzione di un battistero, un'iscrizione votiva di un Mercurius (sec. vi-vii) e una croce monogrammatica di bronzo (sec. v).