OTTONE III, IMPERATORE E RE DI GERMANIA

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OTTONE III, IMPERATORE e re di Germania. - O. III, quando succedette al padre, Ottone II, non
OTTONE III, IMPERATORE e re di Germania. - O. III, quando succedette al padre, Ottone II, non

ottone iii - ottone di passavia

sassone, e anche comprometterle con la loro ampiezza temeraria. Figlio di una greca e di un sassone eccezionalmente colto, O. III non esita a lungo tra i sogni mediterranei ed orientali di suo padre e la politica antislava di sua madre. Nutrito di cultura classica, formato sotto il beneficio influsso di persone sante, come Gerberto, s. Adalberto, s. Nilo, O. è un mistico, sognante un impero universale, dove farebbe progredire il Regno di Cristo. Roma esercita su di lui un’attrattiva irresistibile. Sedotto da essa, la vuole dominare; ma l’avvismo germanico riprende i suoi diritti e la brutalità di Ottone I riappare nel suo metodo con fasi alternanti di ascetismo e di mansuetudine. Pochi caratteri sono così complessi come quello di O. III. Egli impone ai Romani un papa tedesco, Gregorio V, da cui riceve la corona imperiale il 21 maggio 996. Infrante con il massimo rigore una rivolta fomentata dai Crescenzi e poco manca che la sua politica confusoria nell’Italia del sud non gli procuri altrettante disdette che a suo padre, che mirava più alto e aveva una visione più ampia.

L’Imperatore trova in Gerberto di Aurillac, che legge papa, con il nome di Silvestro II, senza avvisare i Romani, un collega adatto alla sua misura. Di comune accordo, Papa e Imperatore, i due soli del mondo, lavorano alla instaurazione dell’Impero cristiano. L’Ungheria, battezzata e unita direttamente a Roma, diventa la «Corona apostolica». L’autonomia delle Chiese polacca e ceca attesta il carattere universale, sempre più romano e sempre meno tedesco, dell’ideale di O. III, il quale si dà il titolo di: «romano, sassone, italiano, servo degli Apostoli, per grazia di Dio, imperatore augusto del mondo». Intende aderire a tutte le tradizioni; procede solennemente all’esumazione del corpo di Carlomagno, ad Aquisgrana, il 19 maggio dell’anno 1000, giorno di Pentecoste; prende su di sé, si dice, la croce d’oro del grande Imperatore, e si sparge la leggenda di un misterioso messaggio di Carlo al suo imitatore. O. III voleva sposare anch’egli una principessa greca e così concentrare in sé i diritti dell’Impero d’Oriente e dell’Occidente. Sogna soprattutto la grandezza di Roma, dove risiede abitualmente dal 999; rinnova alla corte il cerimoniale antico e bizantino. Servo degli Apostoli, si considera come il luogotenente di s. Pietro.

Ma dalla fine del regno già si manifestano i preludi di un’inevitabile competizione fra i due capi del mondo cristiano. Roma stessa, ingrata, ostile soprattutto alla influenza tedesca, si solleva e costringe l’Imperatore a ritirarsi al Monte Gargano, donde non uscì che per morire (24 genn. 1002). Gli insulti, con cui i Lombardi salutarono la sua spoglia, erano i rintocchi funebri del sogno di dominazione universale, ad attuare il quale O. non lasciava eredi.

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ottone di passavia (passau). - Francesco, scrittore moralista. Pochissime sono le notizie sicure della sua vita. Fu lettore nel convento di Basilea. Il 2 febbr. 1386 terminò l’opera, unica di lui conosciuta: *Die 24 Alten oder der goldene Thron der minnenden Seele*.

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(da G. Ladner, I ritratti dei Papi nell'antichità e nel medineo, (litta del Vaticano III, p. 197, Ep. 18))
Ottone III. Imperatore e re di Germania - Acquasantiera eburnea offerta da O. (effigiato in alto a destra) al duomo di Aquisgrana.