PADERBORN, ARCIDIOCESI DI

PADERBORN, ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi nella Germania. Ha una superficie di 39.228 kmq. con una popolazione di 9.382.323 ab. dei quali 2.345.344 cattolici, distribuiti in 605 parrocchie, servite da 1454 sacerdoti diocesani e 464 regolari; conta

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PADERBORN, ARCIDIOCESI di - Piazza del mercato e Duomo.
(fot. Erkki)
34 comunità religiose maschili e 501 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 307).

La fondazione della Chiesa di P. risale all'anno 772, allorché Carlomagno fece distruggere la colonna di Irmes (Irmenssäule) ed il cristianesimo fu portato nei dintorni di P. dal santo abate Sturmi. La fondazione ebbe luogo durante il Sinodo di Maifeld nel 777. Il territorio di P. dipendeva allora dalla diocesi di Würzburg. Il primo vescovo di P. è s. Hathumar (775-815) di nobile stirpe sassone. Egli costruì la cattedrale di S. Maria e S. Kilian. Il territorio della diocesi fu circoscritto dal Sinodo di Salz (804) e confinava con le diocesi di Magonza, Colonia, Osnabrück e Hildesheim. All'est essa sorpassava la Weser, al sud la Diemel ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Magonza. Se la diocesi di P. nella storia della Germania non ebbe compiti speciali, essa, però, ha visto spesso, dentro le sue mura, re ed imperatori, carolingi, sassoni e franchi. D'importanza storica è l'incontro del papa Leone III con Carlomagno nel Natale del 799.

S. Baduardo (815-52) finì la Cattedrale e ne fondò il collegio per il clero, istituendovi la vita comune. Nell'836 egli ottenne da Ludovico il Pio il corpo di s. Liborio, vescovo di Le Mans, diventato il principale patrono. Durante il suo governo furono fondate le badie di Corvey e di Herford; insieme con i monasteri di Boddeken, Neuen-Herse e Geseke, esse contribuirono per la conversione al cristianesimo della regione. Enrico II di Werl (1090-1127) consacrò sugli «Externsteine» (luogo sacro pagano) una cappella cristiana. Amico di s. Bernardo di Chiaravalle fu Bernardo I di Ocsede (1127-60). Costui fondò il monastero dei Cistercensi di Hardehausen, e ottenne, durante un suo viaggio a Roma, da Innocenzo II, il permesso di usare il cosiddetto «razionale» che portano gli arcivescovi di P. ancora oggi. Ritornato nella sua sede trovò distrutta da un incendio gran parte della Cattedrale. La ricostruzione da lui ordinata fu fatta secondo i disegni del duomo di Poitiers e divenne il più importante monumento di tutta la Vestfalia. La storia della diocesi nel sec. XIII è piena di guerriglia con la vicina arcidiocesi di Colonia, il cui arciv. Dietrich von Mörs (m. nel 1463) unì le due diocesi (1429-44), chiedendone l'approvazione a Martino V, ma il Capitolo del Duomo, che aveva grande ingerenza nell'amministrazione della diocesi, riuscì ad impedire che tale unione si rendesse effettiva. Sotto Erich von Braunschweig (1508-32) la dottrina protestante entrò nella diocesi di P. e si estese, nonostante lo zelo apostolico del vescovo Giovanni di Hoya (1568-74). Nel 1580 il Capitolo chiamò i Gesuiti, un anno dopo che il vescovo Enrico di Lauenburg (1577-85) aveva aderito alla «Confessione di Augusta». Seguì Teodoro di Fürstenberg (1585-1618), uno dei più celebri vescovi della diocesi, fondatore di una biblioteca e di un seminario che portano il suo nome. Durante il congresso per

la Pace di Vestfalia (1648), il Langravio di Assia, luterano, tentò di far secolarizzare e di annettersi la diocesi di P. Ma vi si opposero Luigi XIV ed anche la diocesi di Le Mans, che si considerava quasi tutrice di P. per via del suo Patrono s. Liborio. La bolla De salute animarum del 16 luglio 1821 ingrandì la diocesi di P. con l'annessione delle diocesi di Corvey, Magdeburgo, Halberstadt, Merseburgo, parte di Naumburg, Colonia, Magonza, Osnabrück, Minden, Verden, Havelberg e Brandeburgo. Dopo Breslavia P. diventò la più grande diocesi della Germania. Alla diocesi di P., nel 1851, fu sottoposto il Ducato di Gotha e nel 1868 il vicariato apostolico di Anhalt, il quale nel 1921 venne incorporato nella stessa diocesi, e nel 1869 i Principati di Schwarzburg-Rudolstadt e Sonderhausen. Il papa Pio XI con la cost. apost. Postoralis officii del 13 ag. 1930 elevò ad arcidiocesi la diocesi di P. dandole come suffraganee Fulda e Hildesheim. I vescovi di questo

periodo furono Friedrich Clemens von Ledebur (1825-1841), R. Dammers (1841-44), F. Drepper (1845-55), K. Martin (1856-79), F. C. Drobe (1882-91), H. Simar (1891-1900), W. Schneider (1900-1909), K. J. Schulte (1910-20), C. Klein (1920-40) e dal 1940 ad oggi Lorenzo Jäger. - Vedi tav. XXXIV.

BIBLI: G. J. Bessen, Geschichte des Bistums P., 2 voll., Paderborn 1820; S. A. Ch. Holscher, Die ältere Diözese P., ivi 1866; J. Freisen, Die Universität, ivi 1898; J. Ohlberger, Gesch. des Paderbones Domhapitels im M. A., ivi 1911; J. Schäfers, Gesch. des bischöfl. Priesterseminars, 2 voll., ivi 1927; AAS, 23 (1931), pp. 34-41; A. Herte, s. V. in DThK. VII, coll. 866-70; Cottineau, II, col. 2166. Bruno Wüstenberg

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“PADERBORN, ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 327. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/paderborn-arcidiocesi-di.