PAMELIUS (JACQUES DE JOIGNY DE PAMÈLE). - Sacerdote fiammingo, n. a Bruges il 13 maggio 1536, m. a Mons il 17 sett. 1587. Maestro delle arti il 27 marzo
1553, nel 1561, ancora suddiacono, fu nominato canonico di S. Donaziano a Bruges. Ordinato sacerdote il 21 febbr. 1562, nello stesso anno si licenziò in teologia a Lovanio. Rimase a Bruges fino al 1578 ricoprendo importanti cariche ecclesiastiche. Si recò quindi a St-Omer dove fu canonico della Cattedrale nel 1580 e arcidiacono l'anno seguente. Il vescovo mons. De Six lo nominò vicario generale ed alla sua morte, nel 1586, Filippo II lo designò a succedergli, ma si spense poco prima di ricevere la bolla.
Eruditissimo e dotato di larghi mezzi finanziari, si diede alla ricerca di opere importanti o preziose e curò numerose edizioni di testi inediti. Ad Anversa nel 1565 stampò il Micrologus de ecclesiasticis observationibus opusculum, trattato liturgico attribuito a più d'uno scrittore, ma ora ascritto sicuramente a Beroldo di Costanza. Seguirono le Institutiones divinarum et saecularium lectionum di Cassiodoro (ivi 1566); Divi Concilii Cypriani Carthaginiensis episcopi opera (ivi 1568) con i vari trattati posti in ordine cronologico; Liturgica Latinorum, in 2 voll. (Colonia 1571), raccolta di testi liturgici (tra cui l'antifonario) riguardanti la Messa; De religionibus diversis non admittendis... ad Ordines Belgii relatio (Anversa 1589), importante per lo stato religioso della Fiandra alla fine del sec. XVI.