PAMIERS, DIOCESI DI

PAMIERS, DIOCESI di. - Città e diocesi capoluogo dell'Ariège sulla riva destra del fiume Ariège. Ha una superficie di 4903 kmq., con una popolazione di 155.134 ab. dei quali 141.160 cattolici. La diocesi è divisa in 5 arciprete e 20 decanati, con 383 parrocchie scrive da 202 sacerdoti diocesani. Ha grande e piccolo sciminario.

Sulla collina di Castellas sorse nel VII sec. un castello dei conti di Foix, mentre sulla tomba di s. Antonino (m. nel 560) fu fondata l'abbazia di Fredelas o di S. Antonino. Il 16 sett. 1295 il papa Bonifacio VIII creò la diocesi e primo vescovo ne fu Bernardo Sasset (1295-1314). La cattedrale Notre-Dame de Mercadal, l'abbazia di S. Antonino e il borgo furono incendiati e distrutti dagli Ugonotti.

La diocesi fu soppressa nel 1801 e ristabilita nel 1822; suffragana di Tolosa. L'odierna cattedrale di S. Antonino fu ricostruita in mattoni tra il 1658-89 ma conserva la torre ottagona del sec. XIV. Anche in mattoni è la chiesa di Notre-Dame-du-Camp la cui facciata è ancora del sec. XIV, mentre il resto appartiene al sec. XVII-XVIII. Della chiesa e della torre ottagona del Cordeiers (1512) rimangono alcuni avanzi, mentre sul luogo della chiesa dei Gesuiti venne costruito il teatro. Patrono della diocesi è il martire s. Antonino. Il vescovo di P. è titolare anche delle diocesi soppresse di Couserans e Mirepoix; nel territorio sono anche parti di altre due diocesi soppresse: quelle di Alet e di Comminges. Couserans tradisce l'antico nome della regione del Cousorani corrispondente a quella di St-Girons. Una delle nove città della regione fu «Lugdunum Cousoranum», poi divenne sede vescovile verso la metà del sec. V. La città si chiamò poi nel sec. VII St-Lizier da un vescovo portoghese che l'avrebbe difesa contro i Visigoti. Fu però saccheggiata da Bernardo III conte di Comminges. L'antica Cattedrale fu dedicata a s. Lizier. È romanica a tre navate, della fine del sec. XVIII, con due absidi laterali; conserva le statue tombali dei suoi vescovi A. de Montfaucon (m. nel 1303) e H. d'Ossun (m. nel 1574). L'antico episcopio ricostruito dal vescovo B. de Marmiesse (1655-80) è oggi trasformato in manicomio; vi si conserva l'antica cappella di Ste-Marie-de-la-Sède o du-Siège, del sec. XIV.

Mirepoix, situata sulla riva dell'Hers, fu creata diocesi dal papa Giovanni XXII nel 1317, venne soppressa dalla Rivoluzione Francese. Sua cattedrale fu la chiesa di S. Maurizio, ricostruita dal 1401 al 1433 e dal vescovo Lévis tra il 1497-1537; è ad una sola navata, con abside circondata da cappelle rettangolari. Anche l'antico episcopo è del 1497.

Alet è l'antica Electa, dove il conte di Razès fondò nell'813 un'abbazia che Giovanni XXII elevò a sede vescovile, soppressa dalla Rivoluzione Francese. La chiesa abbaziale di Notre-Dame eretta nella prima metà del sec. XII divenne cattedrale; fu rovinata dagli Ugonotti, era in stile romanico-provenzale con deambulatorio gotico intorno all'abside. L'attuale chiesa parrocchiale di S. Andrea in gotico meridionale è della fine del sec. XIV; una cappella conserva affreschi del sec. XIV con scene di vita benedettina.

Comminge è l'antica «Lugdunum Convenarum», oggi St-Bertrand de Comminge; si sviluppò fin dal tempo di Augusto. Caligola vi esiliò Erode Antipa con la moglie Erodade. Fu distrutta dai Vandali nel 408. Il vescovo Bertrando de l'Isle-Jourdain (1075-1123) fondò una cattedrale romanica, un episcopio sulla collina che domina la Garonna; vi si formò ben presto una nuova città che prese il nome dal vescovo che fu canonizzato nel 1175. Ne fu poi vescovo Bertrando de Got (1205-1309) il quale, Clemente V (v.) istituì un giubileo per tre giorni in tutti gli anni nei quali la festa della S. Croce (3 maggio) cade di venerdì. La diocesi fu soppressa dalla Rivoluzione. La cattedrale di Notre-Dame, iniziata da B. Bertrando nel 1120, fu compiuta nel 1304 e finita dal vescovo U. de Chatillon nel 1349. Fu danneggiata nelle guerre di religione. Nel timpano del portale sono scolpiti i Dodici Apostoli e l'adorazione dei Magi. Le vetrate sono del sec. XVI; di grande valore artistico sono i 66 stalli del coro con pannelli rappresentanti personaggi biblici, santi, papi, le virtù, le stelle, ecc.; prezioso è il Tesoro con arredi sacri dei secc. XIII-XIV. Il chiostro conserva tre gallerie romaniche e una del sec. XV. La locale «Société archéologique du Midi» ha trasformato in museo, detto «Galerie du Trophée», l'antica cappella dei Benedettini Olivetani. Un sarcofago rinvenuto nella Basilica cristiana contiene l'iscrizione: *Da Christe famulae tuae Aemiliae requiem et vitam aeternam*.

Bibl.: R. Barbier, *L'évêché et le Séminaire de P., Pamiers*, 1897; *Guide de la France chrétienne et missionnaire*, 1948-49, Parigi 1948, pp. 672-74; Cottineau, II, 2183. Enrico Josi