PAMMACHIO, SANTO

PAMMACHIO, santo. - Senatore romano discendente dei Furii, n. ca. la metà del sec. IV e m. nel 409, durante l'assedio di Roma da parte di Alarico. Cugino di S. Marcella, fu discepolo di S. Girolamo, amico di S. Paolino di Nola e di S. Agostino. Nel 585 sposò Paolina, figlia della celebre Paola, discepola anch'ella di Girolamo.

Probabilmente nel 390 si adoperò insieme con altri nobili cristiani per portare la questione di Gioviniano dinanzi a papa Siricio. Ma nel 392, quando Girolamo inviò a Roma i suoi libri contro il pregiudicato eretico, P. si dimostrò contrario alla violenta reazione dello Stridonese e cercò di ritirare le copie messe in circolazione. Dopo l'immatura morte della moglie, avvenuta nel 397, P. abbracciò la vita ascetica, non disdegnando di presentarsi nell'aula senatoriale con l'abito negletto di monaco. Paolino di Nola ricorda che in tale circostanza P. riunì tutti i poveri di Roma a banchetto nella basilica di S. Pietro che non fu sufficiente a contenerli tutti in modo che i poveri occuparono anche l'atrio e la piazza; perciò, chiama P. «Ecclesiae munerarius» (Ep., 13: PL 61, 213). Distribui le sue sostanze Fabiola (v.) edificò un grande ospizio per i pellegrini a Porto, alle foci del Tevere (Girolamo, Epist., 66, 77). Recenti scavi hanno messo in luce il piano dell'edificio e vari avanzi. Egli istituì nel Celio il «titulus Pammachii», infatti in un'iscrizione sulla porta si leggeva: «quis tantas venerandas condidit aedes, si quaeris, cultor Pammachius fidei» (G. B. De Rossi, Inscr. chr., II, Roma 1888, p. 150). H. Grisar mise in rilievo che l'espressione «cultor fidei» ricorre nel canone della Messa. Nelle sottoscrizioni del Sinodo romano del 499 si trovano due presbiteri del «titulus Pammachii», distinti da altri due del «titulus Bizantis» (oggi SS. Giovanni e Paolo). Nel 399 sollecitò

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PAMPLONA, DIOCESI di - Chiostro della Cattedrale. Pamplona (Navarra).
Girolamo a tradurre il Περὶ Ἀρχῶν di Origene, per sfatare alcune insinuazioni di Rufino contro di lui. A P. Girolamo dedicò molti dei suoi commentari alla S. Scrittura. Nel 401 s. Agostino indirizzò al medesimo una lettera (Ep., 58), per ringraziarlo di un appello rivolto ai fedeli di Numidia, perché abbandonassero la scisma donatista. Il Martirologio romano ne commemora la festa il 30 ag.

BIBL.: Acta SS. Augusti, VI, Parigi-Roma 1868, pp. 555-63; Tillemont, XX, pp. 567-80; F. Cavallera, St Jérôme, I-II, Lovanio 1922, passim; H. Grisar - A. Mercati, Roma alla fine del mondo a etico, 2ª ed., I. Roma 1943, pp. 47-52; Martyr. Romanum, p. 369. Emanuele Romanelli
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“PAMMACHIO, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 417. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/pammachio-santo.