PAMPHILI, FAMIGLIA. - Oriunda di Gubbio. IACOPO e FRANCESCO ottenero nel 1461 da Federico III il titolo di conti del S. Romano Impero. GIROLAMO, discepolo di s. Filippo Neri, decano della Rota, fu promosso cardinale da Clemente VIII il 17 sett. 1603, costituito vicario, m. l'11 ag. 1610.
Tra i figli di suo fratello CAMILLO furono GIOVANNI BATTISTA, il futuro Innocenzo X, e PAMPHILIO, il primogenito (m. nel 1639), che sposò Olimpia Maidalchini, ricca ereditera (m. nel 1657). Questa riuscì a imporsi talmente sul cognato pontefice, da lei sovvenuto in precedenza, da dominare nella corte pontificia in tutto quello che non apparteneva al governo spirituale. Suo figlio CAMILLO fu dapprima costituito generale della Chiesa, comandante della flotta, governatore di Borgo e finalmente fu creato cardinale il 14 nov. 1644; ma riunì con la propria il 21 genn. 1647 per sposare, contro il volere della madre, Olimpia Aldobrandini, principessa di Rossano, il 10 febbr. (m. il 26 luglio 1666); di qui lotte e gelosie di predominio fra le due Olimpie. Francesco Maidalchini, nipote di Olimpia, fu creato cardinal nipote a 17 anni il 7 ott. 1647 (m. nel 1700); ma dimostratosi costui incapace, fu sostituito con Camillo Astalli, altro parente di Olimpia, creato cardinale il 19 sett. 1650, che assunse il cognome e lo stemma dei P. quale nipote ed ebbe in dono la Villa gianicolense ed il Palazzo di Piazza Navona (m. a Catania dove era sceso il 21 dic. 1663).
Per gratitudine verso il suo predecessore, Innocenzo XI il 1° sett. 1681 creò cardinale BENEDETTO, pronipote di Innocenzo, che era gran priore di Roma. Fu arciprete di S. Maria Maggiore, poi del Laterano, e morì durante il Conclave il 20 marzo 1730 (G. Novae, Elementi della storia de' sommi Pontefici, XI, Roma 1822, p. 37).
La famiglia si estinse nel 1750 e l'eredità passò ai Doria Landi e ai Borghese Aldobrandini.
PAMPLONA, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Navarra, nella Spagna. Una antica tradizione fa primo evangelizzatore di P. s. Firmino, discepolo di s. Saturnino, vescovo di Toulouse nel sec. III. È certo che nel III Concilio di Toledo (589) è presente Lillolo, vescovo di P. Dopo l'invasione degli Arabi, nell'829 si trova il vescovo Opilano. Egli ed i suoi successori risiedettero nel monastero di Leyre, fondato nel sec. VII. Nel Concilio di P. del 1090 fu deciso di ristabilire il vescovato purché i titolari procedessero dal detto monastero. Verso la fine del sec. XI i vescovi si trasferirono a P. e fu allora costruita la Cattedrale.
La diocesi di P., suffraganea della metropoli di Saragozza, Navarra (v.). Le si aggiunse nel 1851 quella di Tudela, che nel 1889 si staccò di nuovo per unirsi con quella di Tarazona. La diocesi di P. occupa 9053 kmq. con 324.832 ab., ha 1274 chiese (560 parrocchie), 990 sacerdoti secolari e 327 religiosi; un magnifico seminario con più di 500 studenti. Vi sono 168 conventi con 2213 religiosi e religiosi. Questo notevole numero di vocazioni ecclesistiche e religiose sta ad indicare la profonda religiosità dei fedeli di P. In 49 istituti di beneficenza vengono assistite 3300 persone. Fiorente l'insegnamento primario e secondario e l'opera dei ritiri spirituali.
L'antica cattedrale romanica di P., crollata nel 1390, fu riedificata dopo 7 anni, benché la facciata sia del sec. XVIII. Ha un bel chiostro gotico. Gotici sono anche i magnifici sepolcri dei re di Navarra. La parrocchia di

Dentro la diocesi di P. si trovano il monastero di Leyre, recentemente ricostruito e ripopolato, e il castello di Xavier, della omonima famiglia, culla di s. Francesco Saverio. La duchessa di Villalhermosa lo fece riparare al principio di questo secolo e vi costruì accanto una splendida basilica neo-romanica.
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