PALEOTTI, GABRIELE. - Cardinale, n. a Bologna il 4 ott. 1522 da Alessandro e Gentile Volta; si addottorò in diritto il 14 maggio 1546; canonico a Bologna nel 1549, stette in Roma presso il card. Verallo e fu nominato uditore di Rota nel 1556. Pio IV volle che accompagnasse i cardinali legati al Concilio di Trento; P. ne seguì così le vicende fino alla chiusura. Di questo periodo lasciò un Diarium (stampato da S. Merkle, Concilii Tridentini diariorum..., I, Friburgo in Br. 1801, p. 235).
Creato cardinale il 12 marzo 1565, ebbe il vescovato di Bologna il 30 genn. 1566, dove fu sino da principio uno dei più zelanti esecutori delle riforme tridentine, dando nuovi ordinamenti, assiduo nelle visite pastorali, nella celebrazione dei sinodi, nella predicazione e nell'insegnamento del catechismo. Amico dei cardd. Borromeo e Sirleto, del Burali e dell'Aldobrandini, ebbe sotto Pio V molta parte nelle riforme della Curia, specie nel riordinamento della Penitenzieria e dell'Indice. Elevata Bologna ad arcivescovato (10 dic. 1582) il P. vi celebrò presto il Concilio provinciale (1586). Diventato vescovo di Albano (8 nov. 1589) poi di Sabina, ebbe a Bologna come coadiutore con futura successione il cugino Alfonso P. (13 febbr. 1591). M. a Roma il 23 luglio 1597.
Pubblicò nel 1550 un trattato giuridico: De nothis et spuriis, un De sacri concistorii consultationibus nel 1596 e numerosi ordini, istruzioni, lettere, un Attuale Sacramentorum ed un Episcopale (1580) per il governo della diocesi; tenne sinodi anche nelle sue due diocesi suburbicarie. Ebbe larga rinomanza un trattato in tre libri De bono senectutis (Roma 1595) in cui, com'egli dice, ebbe innanzi quale «vivum exemplar» s. Filippo Neri.