FABIOLA

FABIOLA. - Suo biografo è s. Girolamo con la sua lettera ad Oceano, scritta proprio in occasione della morte di F. Della famiglia nobilissima dei Fabii, andata ancor giovanetta in sposa ad un uomo dissoluto, ne divorziò per passare a nuove nozze. Alla morte del secondo marito riconobbe le sue colpe, abbandonò i suoi agi, le sue sfarzose vesti e il Sabato Santo si presentò tra i pentitenti nell'atrio della basilica del Laterano alla presenza del papa, del clero e di tutto il popolo. Mise in vendita i suoi possedimenti e i suoi gioielli per dedicarsi tutta a opere di carità.

Fondò in Roma il primo ospedale, prodigandosi ella stessa a tutti i servizi più umili, sostentò monasteri, vesti poveri non solo a Roma, ma nei Volsci e in tutte le isole del Tirreno; contese con Pammachio il privilegio di aprire in Porto un ospizio per i pellegrini. Recatasi in Palestina, approfittò della dottrina di s. Girolamo per lo studio dei profeti, dei Vangeli, dei Salmi (s. Girolamo, Ep. 64: PL 22, 608) ma, giunta la notizia delle incursioni dei barbari, tornò in Roma, dove morì nel 399. S. Girolamo chiudò la sua lettera ripetendo la sentenza di s. Paolo Ubi autem abundavit delictum, superbundavit gratia (Ad Romanos, 5).

BIBL.: S. Girolamo, Ep., 77, in PL 22, 690-98. Enrico Josi
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“FABIOLA.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 580. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/fabiola.