EVA

EVA. - Progenitrice del genere umano. E. fu creata perchè l'uomo avesse "un aiuto" e si conveniente (Gen. 2, 18-20). Adamo (v.) chiamata "e (eber. Hawwali) dal verbo hajah (viverre) : quindi "madre dei viventi" (Gen. 3, 20).

Perché l'uomo si rendesse conto della sua superio-rità su tutti gli altri esseri, Iddio ordinò che gli animali del paradiso si avvicinassero ad Adamo, il quale impose a tutti il nome corrispondente alla loro natura, o comprese che nessuna specie animale era simile all'uomo; sentitosi solo, desiderò un aiuto a sé con-vincente, o quasi sua stessa immagine, e Dio, alla cui opera produttrice si rivolse, l'esaudì. "Mando adunque il Signore Iddio ad Adamo un sonno profondo" (Gen. 2, 21 : ebr. tardemah), durante il quale Adamo doveva conoscere l'intenzione di Dio, che formò la donna da una costola o da carne del fianco (sella) di lui. Il racconto, antropomorfico, vuol dire che Dio, con la sua volontà onnipotente, ha formato la donna da una parte dell'uomo. Lo scrittore sacro, come ci suggerisce la stessa forma del racconto in un libro storico e ci conferma s. Paolo (I Cor., 11, 6), vuole riferirci un fatto reale. Significa metafisicamente le relazioni morali e sociali dei due sessi : l'uomo amerà la donna come parte di sé e la donna si appoggerà al marito come al suo capo che ama e da cui dipende.

Origene, rispondendo ai sarcasmi di Celso, ha parlato di allegoria; il Gaetano ha creduto che si trattasse di una metafora, ispirandosi all'opinione di Aristotele per cui la donna è vir laesus; Hummelauer, per un capriccio eseguito come lo definì M.-J. Lagrange, sostiene che Dio non ha tolto ad Adamo una costa realmente, ma solo in visione; M.-J. Lagrange sostiene il senso parabolico, con cui s'insisterebbe solo sul fatto che l'uomo deve amare la donna come parte di se stesso. Ma tutte queste poche voci discordanti, provenienti dall'aver esteso troppo la parte antropomorfica, i Padri e i dottori della Chiesa, nell'unanimità morale, stanno per il senso letterale storico, che, secondo la decisione della Commissione biblica (30 giugno 1909), non può esser messo in dubbio nella formazione della prima donna dal primo uomo.

forma letteraria di un'apocalisse. Da una frase di Ippolito su E. (Philosoph., 5, 16), Harnack conclude all'uso del Vangelo di E. anche da parte dei periti.

Bibl.: A. Harnack, Geschichte der altchristlichen Litteratur bis Einwäbn, I, Lipsia 1893, pp. 152, 168; Bardenhwer, I, pp. 309, 325.