Lo stesso Pontefice, nel Concistoro dell'8 marzo 1816, lo creò cardinale riservandolo in petto e pubblichandone la nomina il 22 luglio dello stesso anno. Nel frattempo si era fatto ordinare sacerdote. Nel 1818 fu nominato abate commendatario ed ordinario dell'abbazia di S. Maria di Farfa e di S. Salvatore Maggiore, dell'abbazia fu provvido benefattore, sia restaurando la chiesa donando preziose suppellettati ed arredi sacri, che migliorando i fondi delle parrocchie. Fece, inoltre, rifiorire il Seminario di S. Salvatore, mantenendovi undici giovanetti. Restaurò in Roma la chiesa di S. Salvatore in Campo, soggetta alla giurisdizione dell'abate di Farfa, e fu estremamente caritatevole verso i poveri.
ERCOLANO. - Cittadina della POMPEIA (v.) dall'eruzione del Ve
della Pont. accad. rom. di arch., 15 (1939), pp. 193-218; A. Ferrara, *Il sogno della Croce scoperto ad E., in Cie. Catt., 1940, 1, pp. 66-65; per un archivio delle difficoltà ammesse da vari si può vedere G. de Jerphanion, *La Croix d'Herculemum?*, *Orientalia Christiana periodica*, 7 (1941), pp. 5-33, cui risposte pertinenemente il Mauri, *Disegni e consensi intorno alla Croce di E.*, *Roma*, 19 (1941), pp. 309-413; L. De Bruyne, *La Croix interprentum* di E., *Riv. di arch. crist., 21 (1945), pp. 281-306; F. di Capua, *Il mysterium Crucis* di E., in *Rendic. dell'Accad. di arch. e belle arti di Napoli*, 23 (1947-48), pp. 1-35. Antonio Ferrara