PAOLO I, PAPA, santo. - Oriundo da nobile famiglia romana, m. a Roma il 28 giugno 767.
Ebbe varie missioni diplomatiche e alla morte del fratello Stefano II (26 apr. 757) fu eletto a succedergli, mentre il partito bizantineggiante gli opponeva l'arcidiacono Teofilatto. P. notificò la sua elezione al re dei Franchi, Pipino, senza peraltro chiedergli alcuna conferma, e il 29 maggio, vinta l'opposizione del partito avverso, fu consacrato.
Il suo pontificato fu spesso principalmente nello sforzo di consolidare il sorgente Stato pontificio contro l'invadenza dei Longobardi. A tale scopo P. si tenne in continua relazione con il re Pipino, invocando ripetutamente il suo intervento, per vincere l'ostinazione di Desiderio che rifiutava di consegnare le città di Bologna, Imola, Ancona e Numana promesse a Stefano II. Pipino, anziché accettare il protettorato effettogli dei Ducati di Spoleto e Benevento, intervenne nella controversia con intenti conciliativi, sperando di alleare Desiderio e P. I contro la possibilità di un attacco bizantino. Nel 760 tra il Papa e il Re longobardo parve raggiunta un'intesa che fu confermata solo nel Convegno di Roma del 765, mentre Desiderio riuscì a sottrarsi a quasi tutti gli impegni precedentemente assunti.
In Oriente, dove infieriva sempre più violenta la persecuzione iconoclastica, P. I inviò nel 763 una legazione a Costantino V Copronimo, che tentò di alienare Pipino da P. I, per mezzo del segretario imperiale Giorgio e del


(da L. Schapetelli, II codice CUCCI della Biblioteca capitolare di Lucca, Roma 1925, tav. 38)
Egli ebbe grandi meriti nel campo dell'edilizia sacra: nella basilica di S. Pietro fece costruire due oratori alla Vergine e tra l'altro trasformò il Palazzo paterno in Via Lata nel monastero dei SS. Stefano e Silvestro che affidò a monaci orientali profughi della persecuzione iconoclastica. Riprese pure le traslazioni dei corpi santi dai cimiteri suburbani ormai abbandonati, distribuendoli nelle varie chiese di Roma. Di P. I è ricordata la carità che egli esercitò largamente verso i poveri e bisognosi di ogni genere, ma l'eccessiva durezza degli « iniqui satellites » rese a molti gravoso il suo governo. Festa il 28 giugno.