PAOLO I Romanoff, imperatore di RUSSIA. - N. il 20 sett. 1754, m. a Pietroburgo il 12 marzo 1801. Figlio di Pietro III e di Caterina II, non seppe mai perdonare alla madre il colpo di Stato del 1762 con cui essa si era impadronita del potere mediante l'assassinio di Pietro; cadde perciò in disgrazia della Zarina che praticamente lo relegò nella tenuta di Gatcina, dove egli attese sino al 1796 il momento di cingere a sua volta la corona.
Salito al trono, eresse a sistema di governo il rovesciamento totale della politica di Caterina; soltanto il desiderio di contrastare i progressi della Rivoluzione Francese lo persuase a non romperla con l'Austria. Un esercito austro-russo, al comando del Suavoff, scese in Italia nel 1799 e batté i Francesi, restaurando gli antichi governi. Pochi mesi più tardi P., tipica figura di autocrata, capovolse d'un tratto la linea della sua politica riavvicinandosi alla Francia per simpatia personale verso Napoleone e trattò la stipulazione di un'alleanza franco-russa e di una Lega dei Neutri avversa all'Inghilterra. Tale incostanza e l'esasperato assolutismo del suo governo determinarono un profondo risentimento contro l'Imperatore: nella notte del 12 marzo 1801 un gruppo di ufficiali lo sorprese nelle sue stanze e gli impose l'abdicazione. Il rifiuto gli costò la vita. Pagina caratteristica della vita di P., la protezione da lui accordata all'Ordine di Malta, sebbene fosse di religione "ortodossa", dopo che l'Arcipelago maltese fu occupato dalla Francia. Forse anche per questo segui una politica di benevolenza per i cattolici del suo Impero e di rispetto per il Pontificato romano.