Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Eresie, scismi, deviazioni dottrinali

PAOLO DI SAMOSATA

English Cita

Noto anche come: latino: Paulus Samosatenus

PAOLO di SAMOSATA. - Eretico del sec. III, vescovo di Antiochia dal 260 al 268.

I. VITA

P. appare nella storia soltanto dalla sua assunzione alla sede di Antiochia, nel 260. N. a Samosata da famiglia povera, si acquistò una fortuna considerevole, accresciuta poi come ricevitore delle finanze (ducenario) del re di Palmira, Odenato II, divenuto signore di Antiochia dopo la sconfitta di Valeriano da parte dei Persiani (260), e sostituito alla sua morte, nel 267, dalla vedova Zenobia. Il nuovo prelato assunse subito un comportamento da gran signore. La lettera del Concilio d'Antiochia del 268, che lo condannò, gli attribuisce modi da trafficante, l'accusa di orgoglio e di arroganza, gli rimprovera un fasto mondano, la ricerca di applausi in chiesa, in particolare la soppressione degli inni in onore di Gesù Cristo.

Soprattutto quest'ultimo punto era grave. Il rumore di questa predicazione eretica si diffuse presto fra i cristiani delle province vicine ad Antiochia. Fin dal 264, alcuni vescovi di queste regioni, tra cui Eleno di Tarso e Frimiliano di Cesarea di Cappadocia, si riunirono ad Antiochia per fare un'inchiesta sulla condotta e la dottrina di P. Dionigi d'Alessandria, che era stato invitato, si scusò, adducendo la sua cattiva salute e la sua vecchiaia, ma scrisse alla Chiesa d'Antiochia sulla questione. Quello che avvenne in quest'assemblea è poco noto; si sa soltanto che P., il quale vi comparve come accusato, si adoperò in modo da evitare ogni condanna. Spirito sottile e abile dialettico, riuscì a dissimulare il suo errore e promise di emendarsi nella maniera di parlare come nella condotta, ma in realtà continuò ad agire e a insegnare come prima. Pertanto sei dei vescovi che avevano preso parte al Concilio compilarono una formola di fede (la cui autenticità è sufficientemente stabilita) e ordinarono a P. di sottoscriverla (cf. la formola, che è del più alto interesse dogmatico, in G. Bardy [v. bibl.], pp. 13-19). Il vescovo d'Antiochia fu sordo a questo ammonimento e continuò a scandalizzare i fedeli tanto per il suo insegnamento che per la sua condotta. S'imponeva un nuovo concilio, che si riunì ad Antiochia nel 268. I vescovi, in numero di 70 o 80, esaminarono accuratamente i ricorsi contro il Samosatese. Si trattava soprattutto di mettere in chiaro la sua dottrina e di convincerlo di errore; vi riuscirono, grazie alla insigne cultura del prete Malchione. S'impegnò fra i due una lunga discussione teologica, che fu stenografata. Se ne conservò per molto tempo il testo. I frammenti che restano sono stati riuniti dal Bardy (op. cit., pp. 34-79). P., condannato e deposto, fu sostituito da Domino, figlio del precedente vescovo, Demetriano. Il Concilio fece conoscere la sua decisione per mezzo di una lettera enciclica indirizzata a Dionigi di Roma, a Massimo d'Alessandria e a tutti i vescovi e al clero della cristianità.

P., forte della protezione di Zenobia, rifiutò di lasciare l'episcopio e poté ancora fare la figura di vescovo per coloro, abbastanza numerosi, che aveva guadagnati alla sua causa. Solo nel 272, al tempo del passaggio dell'imperatore Aureliano ad Antiochia, gli ortodossi poterono rientrare in possesso della «casa della Chiesa», in seguito a ricorso all'Imperatore. Questi «ordinò che la casa fosse attribuita a coloro a cui i vescovi d'Italia e della città di Roma l'avrebbero aggiudicata». E così P. fu ignominiosamente cacciato dalla chiesa dal braccio secolare (Eusebio, Hist. eccl., VII, 30, 19). Dopo questa espulsione, P. sopravvisse per qualche tempo, difeso da discepoli fedeli alla sua teologia che si organizzarono ad Antiochia in comunità separata. Nel 19° canone il Concilio di Nicea confermò l'uso di ribattezzarli, quando ritornavano alla Chiesa cattolica. Erano chiamati paulianisti o paulianizzanti; verso la fine del sec. IV, la setta scomparve.

II. DOTTRINA

Se ci si attiene alle grandi linee, è facile dare un'idea chiara della dottrina eretica di P. Fu insieme monarchiano e adozianista; negò il dogma della Trinità e quello dell'Incarnazione; per lui non esiste che un solo Dio, il Padre, mentre il Verbo e lo Spirito Santo non sono vere
ipostasi eterne come quella del Padre. Tutt'al più
accordò al Verbo una sussistenza transitoria e mal
definita. « Riguardo all'Incarnazione egli diceva che
il Cristo era un uomo comune » (anon., De sectis,
3, 3 : PG 86, 1213-16). Insisteva sulla superiorità di
Cristo su Mosè e i profeti; la saggezza divina abitò
in lui come in un tempio in grado eccezionale, ma
egli non è Dio.

Illustration

Volendo entrare nei particolari del sistema si deve
ricorrere a congetture, poiché mancano fonti sicure. P.
non scrisse niente, la sua teologia è nota soltanto attra-
verso frammenti, che provengono dai resoconti steno-
grafici della discussione tra lui e il prete Malchione
e dalla lettera sinodale del 268. Si ha inoltre, come testi-
monianza diretta, la lettera dei sei vescovi, scritta dopo
il Concilio del 264. Le testimonianze indirette abbondano
a partire dal sec. IV, ma forniscono poche indicazioni
precise e s'indugiano quasi sempre sul paragone tra la
dottrina di P. e quella di altri eretici, come Artemone e so-
prattutto Teodoro di Mopsuestia e Nestorio.

Bibliografia2 opere
BIBL.: G. Bardy, Paul de Samosate. Étude historique, 2ª ed., Lovanio 1929: opera fondamentale riassunta in DThC, XII, coll. 46-51. Da segnalare anche l'erudita ma tendenziosa mono- grafia di F. Loofs, Paulus von Samosata (Texte und Unterschun- gen, 46, fasc. V). Lipsia 1924: l'autore tenta provare che la dot- trina di P. rappresenta il cristianesimo primitivo; Fliche-Martin- Frutaz, II, pp. 337-42. Martino Jugie

Informazioni sulla voce

Di Martino Jugie

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 742–743.

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Jugie, Martino. “Paolo di Samosata.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 742–743. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/paolo-di-samosata.

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Jugie, Martino. “Paolo di Samosata.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 742–743. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/paolo-di-samosata.

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