Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Eresie, scismi, deviazioni dottrinali

PALAMA E PALAMISMO

English Cita

GREGORIO, PALAMAS rimanda qui.

Noto anche come: greco: Gregorios Palamas; inglese: St. Gregory Palamas; latino: Gregorius Palamas

PALAMA e PALAMISMO. - Gregorio P., teologo bizantino del sec. XIV, fondatore del nuovo indirizzo dottrinale detto dal nome suo palamismo, n. di nobile famiglia ca. il 1269 a Costantinopoli, m.

a Tessalonica il 14 nov. 1359. All'Athos ricevette l'abito monastico e quindi prese sempre a difendere l'esicosmo (v.), benché poco potesse praticare la vita ritirata d'orazione a causa delle continue dispute che ebbe a sostenere nella capitale dell'Impero con gli avversari del suo sistema, e cioè il patriarca Caleca e i filosofi Barlaam, Akindinos e Niceforo Gregora.

Ottenuta la sede di Tessalonica, fu richiamato due volte a Costantinopoli, e dopo aver sofferto dura prigionia dai Turchi, morì nella sua sede (Filoteo Kokkinos, Λόγος ἐγκαμισατικός: PG 151, 635 D). Fecondissimo scrittore, lasciò molte opere ascetiche, agiografiche, omiletiche e, soprattutto, polemico-teologiche, in gran parte inedite ancora. Nella Chiesa scismatica bizantino-russa viene onorato come santo dall'anno 1368, nel giorno della morte, e ricordato solennemente nelle acclamazioni della « Festa dell'ortodossia ».

Bibliografia5 opere
BIBL.: opere edite del P.: PG 151; Filoteo Kokkinos, Encomio del P.: ibid., 551-656; G. Papamichail, Ὁ ἄγιος Γρηγόριος Παλαμᾶς, Pietroburgo 1911; M. Jugie, Theol. dogmat. Christ. Orient., I, Parigi 1926, pp. 436-42; M. Jugie, s. v. in DThC, XI, coll. 1735-76.

IL PALAMISMO

Del sistema teologico promosso dal P. l'origine va ricercata nelle controversie orali e scritte con Barlaam di Calabria prima del 1340, e può dirsi fondamentalmente costruito il nuovo sistema, dietro l'incalzare pressante del filosofo, con la pubblicazione delle celebri Triadi tuttora inedite, il cui riassunto autorevole fu fatto dall'Athos nel Tomo agioritico del 1339-40.

Indetto il silenzio alle due parti contendenti nel 1341, sparito con la fuga Barlaam, turbato l'Impero con le mosse ambiziose del Cantacuzeno dopo l'Improvvisa scomparsa di Andronico III, P. riuscì ad avere l'approvazione delle sue idee nel conciliabolo di ag. presieduto da Cantacuzeno lo stesso anno e nel Tomo (interpolato) scritto dopo (Ἐπανετός: PG 151, 679-92). Allora il patriarca Giovanni Caleca condannò sinodicamente gli scritti di P. e disperando del ravvedimento di questi lanciò la scomunica (4 nov. 1344). Ma ecco cambiarsi rapidamente e decisivamente le sorti quando nel maggio 1347 entra vittorioso Cantacuzeno a Costantinopoli, fa amichevole composizione con l'Imperatrice Anna, depone Caleca dal patriarcato e i palamiti occupano le sedi vescovili principali, fra cui Tessalonica, che dal nuovo patriarca Isidoro viene affidata a P. A Isidoro successe dopo due anni Calisto, che con il favore del Cantacuzeno fece celebrare nel maggio-giugno del 1351 il più importante Sinodo palamitico, in cui furono approvati i nuovissimi capi dottrinali del P., sanciti da Nilo Cabasilas e Filoteo Kokkinos nel celebre Tomo Οὔτε μὲν τὴν κατὰ τῆς ἐκκλησίας (Dositeo, Τόμος Ἀγάπης, pp. 52-84; PG 151, 717-64). Mancava soltanto per il trionfo finale del palamismo la solenne accettazione della nuova teologia come ufficiale della Chiesa di Bisanzio, il che fu fatto nel luglio 1352, includendone un riassunto nelle acclamazioni della domenica cosiddetta dell'Ortodossia. Dopo l'ultimo Sinodo palamitico del 1368, per la condanna di Procoro Cidone e la canonizzazione del P., non si ebbero più fra gli « ortodossi » decisioni ufficiali intorno al palamismo, il quale però continuò sempre ad esistere, benché mitigato, e trova tutt'oggi nuovo risveglio presso alcuni scrittori greco-russi.

La dottrina palamitica, partendo dalla purità del cuore per la contemplazione e credendo la luce taborica come la realtà divina manifestata all'animo del giusto che altrimenti non può vedere Iddio, si fece forte nella distinzione reale di Dio e divinità, natura divina e Persone divine, essenza e proprietà divine che provengono dall'essenza, stabilendo, quindi, elementi primari e secondari nella nozione stessa di Dio. Tale distinzione costituisce il punto centrale del sistema.

Quindi è che il palamismo oppugna direttamente il dogma cattolico dell'omnimoda semplicità divina, sostenuto pure sempre dalla Chiesa bizantina, così da dover essere rigettato al principio dal patriarca Caleca come novità pericolosa e antitradizionale. Lo sviluppo poi di questo punto basilare vizio per forza molti altri aspetti dell'avita teologia, anzitutto quelli riguardanti la dottrina della Grazia, identificata dal P. con la luce del Thabor, come una delle infinite proprietà di Dio, increata ed eterna, inseparabilmente unita e diversa insieme dall'essenza divina. Venne anche viziata la nozione dei doni dello Spirito Santo e dell'inabitazione delle Persone divine nei giusti, nonché la vera possessione e visione di Dio nella gloria.

La Chiesa cattolica in non pochi documenti ha condannato indirettamente il palamismo (Denz-U, 294, 389-392, 431-32) e, avuto conto della storia del decreto Pro Graecis, anche direttamente nel Concilio Fiorentino nella questione dei Novissimi (Denz-U, 693; E. Candal, Concilium Florentinum, II, 1, Roma 1942, pp. L-LI e 86-90, nn. 101-107).

Bibliografia10 opere
BIBL.: opere del P.: PG 151. Studi: M. Jugie, Palamas Grégoire, in DThC, XI, coll. 1735-76; id., Palamite (controverse), ibid., coll. 1777-1818 (con abbondante bibl.); id., Theol. Dogmat. Christ. Orient., II, Parigi 1933, pp. 47-152; S. Guichardan, Le problème de la simplicité divine... G. Palamas, Lione 1933; D. Sanalose, Viata si Invasatura sfantul Grigorii Palama, Sibiu 1938; M. Candal, Innovaciones palamiticas en la doctrina de la Gracia (Studi e testi, 123). Città del Vaticano 1946, pp. 65-103; id., Font palamitiche, in Orient. Christ. period., 12 (1946), pp. 238-61; 15 (1949), pp. 85-125; 16 (1950), pp. 303-57; C. Kern, Les éléments de la théologie de Grégoire Palamas, in Irénikon, 20 (1947), pp. 6-33, 164-93.

Emanuele Candal

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Di Emanuele Candal

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 563–565.

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Candal, Emanuele. “Palama e Palamismo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 563–565. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/palama-e-palamismo.

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Candal, Emanuele. “Palama e Palamismo.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 563–565. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/palama-e-palamismo.

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