PASTORELLI

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PASTORELLI. - Il nome di p. (pastoureaux) fu dato nel medioevo a certe bande di contadini, in mezzo ai quali si contavano numerosi pastori, che nel sollevarsi contro i loro padroni addussero pretesti religiosi, come quello della Crociata.

Si conoscono parecchie sollevazioni di p.: 1) durante il regno di Filippo Augusto, nel 1185-86, alcuni contadini espulsi dalle loro capanne a causa delle continue guerre tra i signori feudatari, si organizzarono in bande e saccheggiarono i castelli. Il giovane Re fu costretto a intraprendere personalmente una spedizione punitiva contro di essi. Si difese fortemente, ma furono in gran parte massacrati. Questa prima rivolta dei p., come venne chiamata, fu una semplice somnossa, senza motivazione religiosa. 2) Verso la fine del regno di Filippo Augusto, nel 1214, avvenne una seconda sollevazione di p., nel Berry, ma fu rapidamente repressa. 3) Il principale movimento analogo ebbe luogo quando il re s. Luigi si trovava nella Crociata, nel 1251. Essendosi diffusa la notizia che il Re era stato fatto prigioniero, durante le feste pasquali, una violenta emozione si impadronì delle campagne. Ne diede l'esempio la Francia del nord: bande di popolani, ai quali si univano donne e bambini, cominciarono a girare di villaggio in villaggio, dicendo che occorreva andare a liberare il Re e conquistare Gerusalemme. Trovarono subito un capo, detto il «Maestro di Ungheria»: era un vecchio di ca. 60 anni d'incerta origine, pallido, magro, con lunga barba, che parlava in un modo entusiasmante. Si è creduto che fosse un monaco di Citeaux, di nome Giacomo. È certo però che il «Maestro di Ungheria» sapeva parlare in francese, in fiammingo e in latino. Dal Barbante, dal Hainaut, attraversò la Fiandra, la Piccardia; l'armenta andò sempre più sviluppandosi fino a Parigi. Predicava la Crociata non ai gentiluomini né ai ricchi, dei quali Dio respingeva l'orgoglio, ma ai poveri e agli umili, ai quali Dio aveva riservato la gloria di liberare il Re e i Luoghi Santi. Sotto Parigi, i p. erano «sessantamila», numero assai rilevante per quei tempi. «Il loro capo attesta il guardiano dei Francescani di Parigi - benedice il popolo, predica, distribuisce croci (per la Crociata); ha stabilito un nuovo Battesimo e fa falsi miracoli. Quando è giunto a Parigi, la passione popolare contro i preti fu tale che, in pochi giorni, parecchi di essi sono stati uccisi, gettati a mare, feriti» (Langlois, V. BIBLICA., p. 80). La reggente, Bianca di Castiglia, impressionata da tale spiegamento di forze, concesse udienza al Maestro di Ungheria, ma poco dopo i p., inebriati dei loro successi, commisero eccessi e delitti contro cose e persone religiose; pertanto la Reggente diede ordine di attaccarli. Il Maestro di Ungheria perì in combattimento presso Ville-nuve-sur-Cher. I resti della banda furono perseguitati dovunque; ne furono impiccati ad Aigues-Mortes, Bordeaux, e anche in Inghilterra. Questa specie di sommossa anticlericale non ebbe alcun seguito.

4) Un altro movimento analogo si sviluppò nel 1320, sotto il re Filippo V il Lungo. Anche questa volta, i p. presero liberare la Terra Santa. Erano guidati da un monaco apostata e da un prete scomunicato; il loro furore si rivolse soprattutto contro i Giudei. Commisero molti eccessi, raggiunsero Parigi da una parte, Avignone dall'altra. Il Papa si scomunicò. Repressi, il loro movimento cessò subito.

BIBL.: Ch. V. Langlois, St Louis, Piliple le Bel. les derniers apôtres directs (1226-1328), in Histoire de France, diretta da E. Lavisse, III, II, Parigi 1901, pp. 79-81. Leone Cristiani