PASTURA, ANTONIO DEL MASSARO DA VITERBO, DETTO IL

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PASTURA, ANTONIO del MASSARO da VITERBO, detto il. - Pittore di cui si ha per la prima volta notizia nel 1478, quando viene ricordato come membro dell'Accademia di S. Luca in Roma; m. fra il 1509 e il 1516.

Non rimangono opere giovanili che permettano di ricostruire l'attività prima che entrasse nell'orbita dei due massimi pittori umbri del tempo, il Perugino (v.) Pinturicchio (v.), ai modi dei quali è legata tutta la

PASTURA, ANTONIO DEL MASSARO DA VITERBO, detto il «Sposalizio della Vergine».

Affresco - Tarquinia, Duomo.

sua produzione. Risente soprattutto del Pinturicchio con il quale collabora nella decorazione dell'appartamento Borgia in Vaticano (1493-94) dove gli spettano, nella sala delle Arti Liberali, la Retorica e la Musica. Da solo lo si trova intorno al 1498 a Orvieto dove ridipinge parte del coro già ILARIANO (v.) con scolastica diligenza. Migliore, se pure sempre privo di originalità, nella decorazione terminata nel 1509 del coro della cattedrale di Tarquinia con Storie della vita di Maria. Altre sue opere sono conservate a Orvieto (Madonna in Trono, in S. Trinità; S. Sebastiano, nel Museo dell'Opera del Duomo), nel Museo civico di Viterbo (Presepe, Madonna con angeli e santi), Tuscaniana (Madonna), Worcester (Presepe). Gli viene anche attribuita una Pietà a fresco in S. Maria del Popolo a Roma.

BIBL.: E. Steinmann, Antonio da Viterbo, in Thieme-Becker, II, p. 17; G. Castelfranco, Antonio del Massaro, in Enc. Ital., III, pp. 567-68; C. Gamba, La pittura umbra del Rinascimento, Novara 1949, p. XXXIX.