PERUGINO, PIETRO VANNUCCI detto il. - Pittore, n. a Città di Castello nel 1445. Malgrado il fiorire di studi intorno a questo artista il problema della sua formazione non è stato ancora chiarito, ed ogni soluzione rimane tuttora nel campo delle ipotesi; tanto più che mancano opere giovanili di sicura attribuzione.
Secondo il Vasari avrebbe completato la sua educazione presso Piero della Francesca a Borgo S. Sepolcro, passando poi a Firenze dove, nel 1472, è iscritto alla matricola dei pittori ed è alla bottega del Verrocchio. Ma anche di questo periodo mancano, eccettuati i due
PERUGINO, PIETRO VANNUCCI detto il. - S. Antano - Assisi. Oratorio dei Pellegrini.Santi nell'Oratorio dei Pellegrini ad Assisi (1468), opere sicure o di sicura datazione. Recentemente si è tentato di togliergli la paternità delle Storiette di s. Bernardino (1473) nella Pinacoteca di Perugia. Per l'Adorazione dei Magi, nella stessa Pinacoteca, la datazione oscilla tra il 1470 ca. e il 1475 e il S. Cristoforo della Galleria Pinturicchio (v.). È quindi dal S. Sebastiano di Cerqueto (1472) che si può far iniziare la sua cronologia esatta e lo svolgimento della sua arte basandosi su opere certe e datate. Con questo dipinto si è al momento ancora fiorentino o, meglio, pollaiolesco del P. quando la forza plastica, che nulla toglie all'eleganza del modellato, lo rivela artista già formato e sicuro delle sue capacità. Del resto l'elenco delle precedenti opere perugine e fiorentine andate perdute - affreschi nel Convento di Porta a Pinti per Firenze, la decorazione del Palazzo dei Priori a Perugia, e altri - sono buona testimonianza della fama raggiunta. È da aggiungere a dette pitture la decorazione absidale della vecchia basilica di S. Pietro in Vaticano (1479), distrutta nel rifacimento della chiesa. Già durante questo primo soggiorno a Roma il P. era venuto a contatto con Melozzo da Forlì, il cui influsso è palese in alcune opere del periodo seguente; periodo di ascesa per l'artista che avrà il suo acme nell'ultimo decennio del secolo. Sono del 1481 i lavori nella Cappella Sistina, dove esegue da solo la Consegna delle chiavi e in collaborazione con il Pinturicchio la Circoncisione dei figli di Noè e il Battesimo di Gesù; del 1488-89 la Annunciazione di Fano e l'Apparizione della Vergine a s. Bernardo del Museo di Monaco, cui fanno seguito il trittico Albani con il Presepe, i due dipinti raffiguranti la Vergine col Bambino a Vienna ed agli Uffizi, la Resurrezione di Cristo della Pinacoteca Vaticana (1495), una Orazione nell'Orto e una Pietà agli Uffizi. In tutte queste opere vi è come un crescendo di quegli elementi essenziali della sua arte che culminano nel grande affresco fiorentino in S. Maria Maddalena de' Pazzi: la solitaria, scultorea figura del Cristo Crocifisso, le figure della Vergine e dei Santi, così distaccate e raccolte in devota contemplazione e che esprimono un senso di mistica religiosità, trovano riscontro nel paesaggio che si apre profondo e luminoso, permeato di serena e pacata atmo-
(per cortesia del dott. B. Degenhart) PERUGINO, PIETRO VANNUCCI detto il - Madonna con Bambino e due santi - Vienna, Galleria Harrach.sfera, al di là delle arcate costruite con vigore ed eleganza.
Vi è nei colori, nella composizione, nei personaggi, nel paesaggio, un equilibrio che il P. non riuscirà più a raggiungere per quanto nelle opere che seguono fino al 1500 (Vergine col Figlio nella Pinacoteca di Bologna; trittico per la Certosa di Pavia, ora a Londra; Assunta degli Uffizi; l'ancona, smembrata, per S. Pietro a Perugia) ancora si mostri pienamente padrone dei suoi mezzi. Ma già in quello che avrebbe dovuto essere il capolavoro della maturità, la decorazione del Collegio del Cambio a Perugia, ha inizio con la ripetizione dei vecchi schemi, ripetizione che si farà sempre più stanca e superficiale, la decadenza del pittore: egli continuerà a lavorare fino alla fine della vita secondo i modi ormai superati della pittura del Quattrocento. Ne sono testimonianza anche i migliori tra gli ultimi dipinti: un'Adorazione dei Magi a Città della Pieve, un S. Sebastiano a Panicale, una Crocifissione a Siena, un'Adorazione dei pastori a Montefalco ed infine gli affreschi di Fontignano, la Vergine col Figlio e l'Adorazione dei Magi interrotta alla sua morte (1523).
Altre numerose opere gli vengono variamente attribuite. Il suo modo piacevole, elegante e sereno gli conquistò una larga schiera di seguaci i quali, eccezion fatta per Raffaello, rimasero in genere inferiori al maestro. A lui, grande artista specie nel periodo della sua prima maturità, va il merito di aver favorito il rinnovarsi dell'arte umbra alimentandone i caratteri specifici con le più recenti scoperte del Rinascimento fiorentino. - Vedi tav. LXXXII.
BIBL.: Venturi, VII, II, Milano 1913, p. 453 segg.; W. Bombe s. V. in Thieme-Becker, XVI, 1932, p. 450 sg. (con bibl.); A. Bertini Calosso, s. V. ENOCH. Ital., XXVI, pp. 911-13; F. J. Mather, Two peruginesque drawings, in Museum of hist. art Princeton Univer., VI, 1946, p. 9; C. Grimba, Pittura umbra del Rinascimento, Novara 1949, pp. XXVIII-XXXVIII (con bibl.). Maria Donati
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“PERUGINO, PIETRO VANNUCCI DETTO IL.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 757. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/perugino-pietro-vannucci-detto-il.