PETITE-ÉGLISE

PETITE-ÉGLISE. - Il nome designa lo scisma anticoncordatario del 1801, in Francia e nel Belgio. Il 18 ag. 1801, il papa Pio VII, in esecuzione all'art. 3 del Concordato, esigeva la rinunzia di tutti gli antichi vescovi di Francia; 46 diedero le dimissioni, la maggior parte dei quali a malincuore e con proteste, ma 38, di cui 2 soltanto nominati, rivolsero al Papa 6 apr. 1803; ricorsi canonici, però assai pieni di rispetto (

V. Mémoire des évêques français, Traduction, Lione 1898, pubblicata dalla P

E.).

Tali ricorsi furono approvati da alcuni sacerdoti e fedeli, in varie parti della Francia e del Belgio; i dissidenti presero diversi nomi secondo le diocesi: Bamières a Coutances, Enfarinés a Rodez, Clémentins a Rouen, Blanchardistes a Bayeux, Purs a Montpellier, Stévenistes à Namur, P.-E. a Lione. Quest'ultimo nome prevalse: i vescovi dissidenti si sottomiserono in parte, al tempo della restaurazione, nel 1815. Altri morirono senza essersi sottomessi. I due più ostinati furono Alessandro de Themines, antico vescovo di Blois, chiamato «il venerabile» dai suoi, e Giovanni de Coucy, antico vescovo di La Rochelle. L'ultimo vescovo morì nel 1829, l'ultimo prete nel 1847. Dopo la morte dei loro vescovi e dei loro preti, i capi famiglia presero la direzione dello scisma, il quale dura tuttora, per quanto in proporzioni assai ridotte. Due delegati della P.-E. di Lione, J. Berliet e M. Duc, si recarono a patrocinare la loro causa al Concilio Vaticano, ma il Concilio fu interrotto prima di aver esaminato i loro memoriali. Leone XIII, richiesto di una risposta, scrisse loro il 19 luglio 1893: pur riconoscendo le loro virtù morali, li invitava a rientrare nell'ovile di Cristo. Soppresso il Concordato, l'arcivescovo di Lione li invitò di nuovo, non vigendo più ragione di scisma. Essi non risposero a tale appello, che fu ripetuto altre volte e da ultimo dal card. Gerlier (20 febbr. 1949).

Essi affermano: siamo cattolici, battezziamo e istruiamo i nostri figli nella fede cattolica; se non abbiamo né la Messa né alcun altro Sacramento, oltre il Battesimo, la colpa non è nostra; siamo vittime della nostra fedeltà per il bene della Chiesa cattolica; aspettiamo l'ora della provvidenza, la quale dimostrerà che abbiamo ragione; il Papa non ci ha mai condannato direttamente; avendoci,

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PETITE-ÉGLISE - PETRARCA FRANCESCO

anzi, il papa Pio XII fatto dire che saremmo accolti senza abiura e senza professione di fede, egli riconosce che noi siamo nel nostro diritto e mostra di comprenderci; ma non possiamo senza spregiuro ritornare alla Chiesa prima che i "torti siano stati riparati".

BIBL.: C. Latreille, La P.-E. de Lyon, Lione 1911; Ch. Lerdé, Le card. Cambacérès, Parigi 1943 (per i Clémentins).

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