PAOLO VENEZIANO

PAOLO VENEZIANO. - Pittore, n. alla fine del 1200, m. a Venezia tra il 1358 e il 1362.

La pittura di P., il più forte artista del '300 veneziano, quale si è venuto definendo ad opera della critica recente, rappresenta l'ultima e più suggestiva affermazione di un bizantinismo così schietto da far pensare ad un suo viaggio a Costantinopoli.

Al persistente fondamento bizantino, che si manifesta nel prezioso smalto di colore, arricchito di lumeggiature d'oro, nell'aulica solennità e nel ritmato equilibrio delle

PAOLO VENEZIANO - La Vergine col Bambino - Venezia, Galleria dell'Accademia.

composizioni, rimangono sempre subordinati, nelle sue pitture, altri elementi culturali, gotici e romagnoli, venuti di terraferma e che sono da assegnare di preferenza all'intervento dei numerosi collaboratori che il maestro, operosissimo, raccolse intorno a sé formando una vera e propria bottega.

Prima opera firmata e datata è la Dormitio Virginis del 1333 (Museo di Vicenza), ma sono concordemente attribuite a P. la pala di S. Leone a Dignano, che è del 1321, e una Incoronazione della Vergine, già nella raccolta Dal Zotto, del 1323. Al decennio 1330-40 appartengono il suggestivo paliotto in S. Giacomo a Bologna e gli affini quattro Santi del Museo di Brescia già assegnati, assieme ad altro politico del Museo di Worcester, a Lorenzo Veneziano. Del 1345 è la Coperta della pala d'oro in S. Marco, opera fondamentale, firmata da P. e dai figli Luca e Giovanni, rimessa in pieno valore da un recente restauro. Degli anni successivi è un gruppo di opere un tempo attribuite a Stefano Plebano o al «Maestro di Pirano» (van Marle) e che gli ultimi studi (Vavalà; Fiocco) hanno restituito a P. ed ai suoi immediati collaboratori: un politico in S. Martino a Chioggia (1348), un trittico del 1353 (Madonna al Louvre, Santi ai Musei di Aiaccio e Tolosa), un politico a Sanseverino e un altro a Pirano, del 1355. Del 1347 è una Madonna, firmata, a Carpineta (Marche) e del 1358 è l'Incoronazione della Vergine ora nella collezione Frick a Nuova York, firmata assieme al figlio Giovanni. Tra le numerose altre opere attribuite con certezza a P. si citano, all'Accademia di Venezia, una Madonna del periodo primitivo e il politico, ora ricostituito, con l'Incoronazione della Madonna (prima a Brera) e scene della Vita di Cristo; la lunetta del Doge Dandolo (1339) nella chiesa dei Frari della stessa città; due Storie di s. Niccolò già nella collezione Chiesa, ecc. Discussa è l'autenticità della firma in una Visione di Augusto (1358) nel Museo di Stoccarda, che la critica recente tende a negare a P. (Longhi: Jacobello Bonomo).

BIBL.: G. Gronau, s. V. in Thieme-Becker, XXVI, p. 214 (con bibl. preced.); L. Testi, Stor. della pitt. venez., I, Bergamo 1909, pp. 185-208; R. van Marle, The development of the Italian schools of painting, IV, L'Aja 1924, p. 4 seg.; G. Fiocco, Pri-

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mizie su maestro P., in Dedalo, 11 (1931), p. 877; S. Bettini, Aggiunte a maestro P., in Boll. d'Arte del Minist. della P. I., 1934-35, p. 474; id., Pitture cretesi-veneziam... nel Museo di Ravenna, Ravenna 1940, passim: R. Longhi, Viatico per cinque secoli di pittura veneziana, Firenze 1940, pp. 6, 44; L. Coletti, I primitivi, III, Novara 1947, p. 50; N. di Carpegna, La coperta della pala d'oro di P. V., in Boll. d'Arte del Minist. della P. I., 1951, p. 55.

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“PAOLO VENEZIANO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 472. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/paolo-veneziano.