PAOLO, VESCOVO DI COSTANTINOPOLI, SANTO

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PAOLO, vescovo di COSTANTINOPOLI, santo. - È commemorato nel Martirologio romano il 7 giugno; presso i Greci il 6 nov. Oriundo di Tessalonica, entrò tra il clero di Costantinopoli, ed ancor giovane, nel 336, successe al vescovo Alessandro.

Poco dopo, per le mene di Eusebio di Cesarea, da Costantino fu esiliato nel Ponto, donde ritornò nel 338. Salito al trono Costanzo II, fu ancora una volta deposto, da un sinodo di ariani, e costretto ad esulare; si recò a Treviri presso Costante e nel 341 fu al Sinodo di Roma, dove il papa Giulio, riconosciuta la di lui innocenza, lo rinviò alla sua sede. Ma vi stette poco, perché fu di nuovo esiliato, carico di catene, in Mesopotamia. Per interessamento di Costante poté ritornare a Costantinopoli, ma alla morte dell'Imperatore fu per la quinta volta relegato in Cappadocia, dove nel 350 fu strangolato dagli ariani. Sotto Teodosio Magno il suo corpo fu trasportato solennemente a Costantinopoli e sepolto nella chiesa della Pace.

Bibl.: Socrate, Hist. eccl., V, 9; VI, 7, 12, 15, 16, 26; Tillemont, VII, ed. pp. 251-60; 697-702; Acta SS. Sunii, II, Parigi 1867, pp. 13-24; Martyr. Romanum, p. 227.