PAOLO DELLA CROCE, SANTO

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PAOLO della CROCE, santo. - Fondatore dei Passionisti, al secolo Paolo Francesco Danei, n. a Ovada (Alessandria) il 3 genn. 1694, m. a Roma il 18 ott. 1775. A 19 anni, udendo un discorso del parroco, si sentì profondamente commosso e risolse di darsi tutto al servizio di Dio: fu la sua «conversione», com'egli la chiamava. Preso dal desiderio di morire per la fede, a 21 anni si arruolò volontario nell'esercito della Repubblica di Venezia, che preparava una spedizione contro i Turchi, caldeggiata e benedetta dal Papa; ma pregando in una chiesa dinanzi al S. mo Sacramento esposto per le Quarant'ore, conobbe che altre erano le battaglie a cui Dio lo destinava. Tornato al Castel-lazzo, dove la sua famiglia si era trasferita, intraprese una vita di straordinaria penitenza e di orazione.

Il 22 nov. 1720 fu vestito da mons. Francesco M. Arborio di Gattinara, vescovo di Alessandria e suo padre spirituale, della nera tunica di penitenza che sarebbe stata la divisa del nuovo Istituto, che da Dio era chiamato a fondare. Ritiratosi quindi per 40 giorni in una povera stanzuccia contigua alla chiesa di S. Carlo nel Castellazzo scrisse in cinque giorni le Regole del nuovo Istituto, senza che prima ne avesse lette altre, ma con tanta copia di luce celeste, da sembrargli che qualcuno gliele dettasse.

Nel 1721 P. si recò a Roma per implorare da Innocenzo XIII l'approvazione delle Regole, ma al vederlo così miseramente vestito, fu da un ufficiale di corte allontanato. P., tornato al Castellazzo a prendere il fratello Giovanni Battista, insieme con lui si ritirò sul monte Argentario, che doveva essere la culla del nuovo Istituto, rinnovandovi le penitenze dell'antica Tebaide. Nei giorni di festa scendevano nei sottostanti villaggi ad istruire i fedeli nella dottrina cristiana ed inforvorarli con sante esortazioni, specialmente ricordando loro la passione di Cristo.

Nell'Anno Santo 1725 ottennero a viva voce da Benedetto XIII il permesso di adunar compagni; nel 1727, trovandosi di nuovo a Roma, occupati a servire gl'infermi nell'ospedale di S. Gallicano, furono ambedue ordinati sacerdoti dallo stesso Pontefice nella Basilica Vaticana. Non appena però si videro liberi di poter seguire la loro vocazione, fecero ritorno al Monte Argentario.

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PAOLO della CROCE, santo - Fondatore dei Passionisti, al secolo Paolo Francesco Danei, n. a Ovada (Alessandria) il 3 genn. 1694, m. a Roma il 18 ott. 1775. A 19 anni, udendo un discorso del parroco, si sentì profondamente commosso e risolse di darsi tutto al servizio di Dio: fu la sua «conversione», com'egli la chiamava. Preso dal desiderio di morire per la fede, a 21 anni si arruolò volontario nell'esercito della Repubblica di Venezia, che preparava una spedizione contro i Turchi, caldeggiata e benedetta dal Papa; ma pregando in una chiesa dinanzi al S. mo Sacramento esposto per le Quarant'ore, conobbe che altre erano le battaglie a cui Dio lo destinava. Ritiratosi quindi per 40 giorni in una povera stanzuccia contigua alla chiesa di S. Carlo nel Castellazzo scrisse in cinque giorni le Regole del nuovo Istituto, senza che prima ne avesse lette altre, ma con tanta copia di luce celeste, da sembrargli che qualcuno gliele dettasse.

Nel 1721 P. si recò a Roma per implorare da Innocenzo XIII l'approvazione delle Regole, ma al vederlo così miseramente vestito, fu da un ufficiale di corte allontanato. P., tornato al Castellazzo a prendere il fratello Giovanni Battista, insieme con lui si ritirò sul monte Argentario, che doveva essere la culla del nuovo Istituto, rinnovandovi le penitenze dell'antica Tebaide. Nei giorni di festa scendevano nei sottostanti villaggi ad istruire i fedeli nella dottrina cristiana ed inforvorarli con sante esortazioni, specialmente ricordando loro la passione di Cristo.

Nell'Anno Santo 1725 ottennero a viva voce da Benedetto XIII il permesso di adunar compagni; nel 1727, trovandosi di nuovo a Roma, occupati a servire gl'infermi nell'ospedale di S. Gallicano, furono ambedue ordinati sacerdoti dallo stesso Pontefice nella Basilica Vaticana. Non appena però si videro liberi di poter seguire la loro vocazione, fecero ritorno al Monte Argentario.

scala mistica, la meditazione quotidiana delle pene di Gesù, essendo essa «la porta che conduce l'anima all'intima unione con Dio, all'interiore raccoglimento ed alla più sublime contemplazione» (Lett., I, 582).

La stima di santo lo accompagnò in tutta la vita, non solo fra la gente del popolo, ma anche presso vescovi, cardinali e papi. Clemente XIV lo chiamava «il babbo suo» e lo visitò infermo nel ritiro dei SS. Giovanni e Paolo in Roma; lo visitò pure Pio VI, a cui il Santo fece prevedere le gravi tribolazioni che l'aspettavano.

Morì nel suddetto ritiro, in età di 81 anni. Pio IX lo canonizzò il 29 giugno 1867. Il suo corpo si venera nella basilica dei SS. Giovanni e Paolo. Festa il 28 apr.

Bibl.: opere: Lettere di s. P. della C., disposte ed annotate dal p. Amadeo della Madre del Buon Pastore (4 voll., Roma 1924). — Biografie: Vincenzo Maria di S. Paolo (Strambi), Vita del ten. p. P. della C., Roma 1786; Louis de Jésus Agonisant, Histoire de st Paul de la Croix, Bordeaux 1869; Luca di S. Giuseppe, Un grande apostolo del Crocifisso nel sec. XVIII, Firenze 1868; id. Lo spirito e le virtù di s. P. della C., 1812; Stanislao dell'Addolorata, Il fondatore dei Passionisti, Roma 1917; Pio del Nome di Maia, Vita di s. P. della C., 5ª ed., Isola del Liri 1928; Stanislao dell'Addolorata, Il più bel fiore di Ovada, Varese 1930; Domenico Passionista, S. P. della C., 2ª ed., Alba 1944; Father Edmund, Hunter of souls: st. Paul of the Cross, Dublino 1946; P. M. Frasconi, L'ultimo dei Crociati: s. P. della C., Torino 1948. — Studi: J. De Guibert, Le journal de retraite de St Paul de la Croix, in Rev. d'asc. et de myst., 6 (1923), pp. 26-48; Stanislao dell'Addolorata, Diario di s. P. della C., Torino 1926; Gaetano du St Nom de Marie, Oration et ascension mystique de St Paul de la Croix, Lovanio 1930; id., Doctrine de st Paul de la Croix sur l'oraison et la mystique, 1813; J. Lebreton, St Paul de la Croix, in Tu solus sanctus, 1814, pp. 215-36; anon., Vox Patri: Massime spirituali di s. P. della C., Torino 1949.

Giacinto del S.mo Crocifisso

PAOLO DELLA CROCE, santo - Ritratto su tela di Giovanni Battista di s. Michele arcangelo, fratello di P. della C. (sec. XVIII) - Roma, ritiro dei SS. Giovanni e Paolo.

Paolo di Giacomo. - Monaco e storico. Quel che si sa della sua vita si ricava quasi esclusivamente dalle sue opere. Di nobile famiglia longobarda stabilita a Cividale del Friuli sino dalla conquista, ebbe per padre Warnefrit, per madre Teudelinda; egli stesso ricorda il fratello Arichi e una sorella monaca.

Fu educato alla corte di Pavia, dove ebbe per maestro un Flaviano, nipote del grammatico Felice, e fece parte del clero palatino. Protetto dal re Rachis, stette poi presso il re Desiderio che gli affidò l'educazione della figlia Adelpenga ed accompa-

gno questa primissima essa a Benevento quando andò sposa al duca Arichi. A lei verso il 768 offrì la sua Historia Roma: continuazione di quella di Eutropio condotta sinolto tempo di Giustiniano. La caduta del Regno longobardo ridusse alla miseria la famiglia di P. e costrinse lui stesso a trovar rifugio facendosi monaco a Montecassino che allora andava sempre più fiorendo; tante disgrazie indussero nel 782 P. a chiedere pietà a Carlomagno per sé e per i suoi; questi lo chiamò alla sua corte quale maestro accanto all'altro

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Giacinto del S.mo Crocifisso