PASQUALE III, ANTIPAPA. - Guido da Crema, quale cardinale-prete del titolo di S. Callisto, quando prese parte all'elezione del sett. 1159; e fu uno dei due elettori dell'antipapa Vittore IV (V), sulle cui spalle pose la cappa rossa papale. Morto l'antipapa (20 apr. 1164), l'imperatore Federico Barbarossa propendeva a negoziare con Alessandro III; ma il cancelliere Rinaldo di Dassel fece pressione su di un collegio composto di due cardinali, di due vescovi tedeschi e del prefetto di Roma, che votarono per Guido da Crema (22 apr.).
Consacrato a Lucca, il 26 apr. da Enrico, vescovo di Liegi, l'eletto vide presto formarsi contro di sé una lega italiana a Verona; mentre i Romani accolsero con gioia Alessandro III (23 nov. 1165). Il Barbarossa reagì e nella Dieta di Würzburg (maggio 1165) prestò giuramento di non riconoscere mai Alessandro III, ma solo P. III. Lo stesso fecero quattro principi e anche un certo numero di vescovi tedeschi, perché costretti. Inoltre il giuramento fu reso obbligatorio per tutti gli assenti, persino gli ambasciatori d'Inghilterra si unirono all'intruso.
P. III parve dover trionfare quando, nel luglio del 1167, il Barbarossa penetrò a Roma, mentre Alessandro III fuggiva travestito in abito da pellegrino. L'antipapa, il 1° ag., consacrò l'Imperatore e sua moglie Beatrice e i romani gli prestarono giuramento di fedeltà. Ma la peste,
scoppiata improvvisa, decimò l'armata imperiale, obbligandola a ritirarsi. P. III si chiuse in una torre fortificata in Trastevere; morì il 20 sett. 1168, quando la Danimarca defezionava e il Re d'Inghilterra prese a mostrarsi neutrale tra lui e Alessandro III.