Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

PÁZMÁNY, PETER

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PÁZMÁNY, PETER. - Cardinale, teologo e controversista, restauratore del cattolicesimo in Ungheria, n. a Nagyvárad (Gran Varadino) il 4 ott. 1570, m. a Poszony (Presburgo) il 19 marzo 1637.

Educato nell'eresia calvinista dal padre, vicereggente di Bihar, abiurò a 13 anni (1584) nel collegio dei Gesuiti a Kolozvar sotto l'influsso del primo gesuita ungherese S. Szantó, e a 17 (1587) entrò nell'Ordine a Cracovia. Compiuti gli studi filosofici a Vienna, passò, per la teologia, al Collegio Romano (1593). Nel 1597 è destinato a Graz, professore di filosofia; nel 1601 rientra in Ungheria come predicatore; due anni dopo ritorna a Graz come professore di teologia per 5 anni, formandovisi abile e inespugnabile polemista sulle opere del Bellarmino; nel 1607 è chiamato dal cardinale arcivescovo di Strigonia quale consigliere e collaboratore, aprendogli così la via ad un'azione più ampia ed efficace contro la « riforma ». Il P. non diede requie agli avversari e ne divenne il terrore, nessuno osando invitarlo a contraddittorio o accettarne la sfida. Alla parola volle aggiungere gli scritti, pubblicando varie opere in classico stile ungherese. Già nel 1603 aveva composta una Risposta al libro di Stefano Magyari, predicatore di Saruár, sulla causa della decadenza in Ungheria, il quale ne incolpava i « papisti »; nel 1604 tradotto in ungherese l'imitazione di Cristo; nel 1605 pubblicato Dieci dimostrazioni sulle falsità della scienza presente; nel 1606 un libro di preghiere, oggi ancora in uso; nel 1609 Cinque lettere a Peter Alvinney; ma l'opera che colpì al cuore l'eresia, dimostrandone l'inconsistenza scientifica fu l'Hodogus. Guida alla verità divina (15 voll., Presburgo 1613) dove sono raccolti i suoi scritti polemici (ca. 40 opere), la più splendida apologia ungherese per la nitidezza della forma e l'efficacia dell'argomentare. Tornato nel 1616 da Roma, dove era stato inviato per la questione del collegio di Nagy-Szombat (Tyrnau), passò alla Congregazione somasca, senza però farvi i voti, e questo per volere del Papa e con l'assenso dei superiori, perché non avvenisse l'assunzione di lui, professo gesuita, alla dignità ecclesiastica, a cui s'era obbligato a rinunciare. Si considerò sempre, infatti, della Compagnia di Gesù e ne mantenne il tenore di vita, considerando il trasferimento presso i Somaschi, come una pura formalità. Venne così subito promosso (24 nov. 1616) ad arcivescovo di Strigonia e primate di Ungheria, e nel 1629 eletto cardinale.

Della nuova dignità il P. si valse per consolidare e approfondire con energia e ricchezza di mezzi la restaurazione della fede cattolica. Dal 1629 tenne ogni anno un sinodo diocesano; e due sinodi nazionali radunò durante il suo episcopato; la pubblicazione del Sinodo diocesano del 1629, cui aggiunse fondamentali dissertazioni sui privilegi della sua Chiesa e sugli Ordini monastici, gli meritarono di essere il padre della critica storica della Chiesa ungherese (cf. K. Peterfi, Sacra concilia ecclesiastica... in regno Hungariae, 2 voll., Vienna 1742). Il suo zelo rivolse pure alla fondazione di istituti per la gioventù e il clero; oltre all'appoggiare liberamente il Collegio Germanico Ungarico di Roma, aprì nel 1624, a Vienna, il collegio Pázmaneum, ancora fiorente; nel 1631 il primo Seminario stabile e nel 1635 l'Università di Nagy-Szombat (Tyrnau), affidando tutti e tre gli Istituti ai Gesuiti. L'Università ebbe da principio la sola Facoltà teologico-filosofica; ma si accrebbe, in seguito, delle Facoltà di diritto e di medicina per opera dell'imperatrice Maria Teresa, che nel 1777 la trasferì a Buda; Giuseppe II, nel 1783, la portò a Pest.

Il P. servì alla religione e alla patria anche con l'influsso politico, mantenendosi fedele agli Asburgo, nei quali vedeva l'unico baluardo terreno della fede cattolica, e neutralizzando le offerte del Sultano che prometteva l'autonomia del paese pur di impossessarsene. Fu anche inviato a Roma (1632) dall'imperatore Ferdinando II per controbilanciare l'influenza del Richelieu e distogliere il Re di Francia dall'alleanza con gli Svedesi. Se tutto non ottenne, ebbe però da Urbano VIII promesse di aiuto per l'Imperatore (cf. A. Mednyánszky, Legatio Romana, Pest 1830). Al P., inoltre, gli Asburgo devono e il consolidamento e forse anche la conservazione del trono di Ungheria; se egli, infatti, non avesse arginato l'irruzione dei protestanti nell'Ungheria, strappando all'eresia le famiglie nobili e potenti, la dinastia non vi si sarebbe potuta sostenere. Del P. si disse che, nato in un'Ungheria protestante, morì in un'Ungheria cattolica. L'Università di Budapest e l'Associazione degli scrittori cattolici vennero dedicate al suo nome.

Bibliografia14 opere
BIBL.: opere: J. F. Miller, Ebitoliae card. P. P., 2 voll., Buda 1822; id., Codex epist. PP., 1605-25, in Mon. Hung. hist., Dipl., XIX. Opera omnia, per cura della Facoltà teologica di Budapest, sotto gli auspici dell'Accademia ungherese: 15 voll., Budapest 1804-1911 (serie latina, 6 voll.; serie ungherese, 7 voll.; lettere, 2 voll.). Studi: P. Rimely, Hist. Collegii Parmensis Viennae, s. 1. 1865; V. Fraknói, P. P. e il suo tempo, 3 voll., Pest 1868-72 (in ungh.); id., P. P., 1570-1637, ivi 1886 (in ungh.); J. H. Schwicker, P. und seine Zeit, Colonia 1888; Sommervogel, VI, coll. 404-13; Hurter, III, coll. 756-57; Pastor, XIII, pp. 343-46 e passim; V. Fraknói, La fondazione dell'Istituto P. a Vienna, Budapest 1923 (in ungh.); G. Kornis, Le card. P. P., Parigi 1937; anon., Il card. P. P., in Civ. Catt., 1937, IV, pp. 506-17; S. Gerenczer, P. filosofo, Budapest 1937 (in ungh.).

Stefano Markus-Celestino Testore

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Di Stefano Markus, Celestino Testore

Fonte Stefano Markus: firma a stampa; Celestino Testore: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1012–1013.

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Markus, Stefano, and Celestino Testore. “Pázmány, peter.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1012–1013. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/pazmany-peter.

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Markus, Stefano, and Celestino Testore. “Pázmány, peter.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1012–1013. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/pazmany-peter.

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