PENNE E PESCARA, DIOCESI DI

PENNE e PESCARA, DIOCESI di. - Diocesi con sede a Pescara, conta 235.000 ab., 70 parrocchie raggruppate in 14 foranie. Ha altre 290 chiese e oratori. Il territorio, in prevalenza collinoso, misura 2000 kmq. comprendendo 39 comuni, dei quali 30 appartengono alla provincia di Pescara e 9 a quella di Teramo. Il Capitolo, costituito a Penne nell'anno 1000, è composto di 12 canonici (Ann. Pont., 1952, pp. 314-15). La diocesi dipende direttamente dalla S. Sede.

La leggenda attribuisce l'evangelizzazione dell'attuale territorio diocesano, anticamente abitato in gran parte dai Vestini, a Patras, uno dei settantadue discepoli di Gesù Cristo, che sarebbe stato il primo vescovo di Penne. Si narra pure che, durante la persecuzione di Diocleziano, avrebbero subito il martirio nel territorio di Casauria: Massimo levita, Venanzio, Luciano e Donato, le cui reliquie furono trasferite nella cattedrale di Penne nell'anno 868 da un vescovo Giraldo; ma probabilmente si tratta di martiri di altri paesi (Lanzoni, I, p. 371). La diocesi compare durante il sec. IX, ma la sua origine può essere assai anteriore. Nel 958 Penne estese la propria giurisdizione sul territorio dell'antichissima città di Atri, che possiede una chiesa monumentale di grande importanza storica. Nel 1252 Atri venne eretta in diocesi ma unita a Penne «aequo principaliter».

Nel corso dei primi secoli del secondo millennio cristiano la diocesi di Penne-Atri ebbe grande splendore e notevole influenza sopra una vasta, prosperosa zona dell'Abruzzo. Fu visitata da s. Francesco d'Assisi, recatosi a Penne per comporre gravi inimicizie sorte tra alcune nobili famiglie. Il convento dei Minori francescani di quella città risale all'anno 1225.

Il 2 luglio 1949 Pio XII trasferì a Pescara la sede del vescovo e del Capitolo e separò Atri da Penne per unirla alla diocesi di Teramo. Il primo vescovo della riordinata diocesi (con il nome di Penne-Pescara), mons. Benedetto Falcucci, da Atessa, prese il possesso canonico il 30 ott. 1949.

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essenza è curata dallo Stato come monumento nazionale. S. Bartolomeo di Carpineto fu fondato per i Benedettini nel 962 dal conte di Penne, fu affidato ai Cistercensi da Galvano Lancia nel 1258 ed era monastero assai ricco. Altre abbazie benedettine furono: S. Maria di Picciano, che ebbe da Leone IX la conferma dei possessi e da Alessandro VI fu concessa agli Olivetani; Loreto Aprutino, esistente nel sec. XII; S. Salvatore di Castelli; mentre S. Giovanni di Casanello in territorio di Atri, soggetto all'abbazia dei SS. Quirico e Giulitta ad Antrodoco, appartenne dopo il 1252 alla cattedrale di S. Maria di Atri.

BIBL.: Chronicon Casauriense, ms. lat. 5411 della Bibl. naz. di Parigi; cf. C. Manaresi, in Rendic. Ist. lombardo di scienze lettere. Classe di lett., serie III, 11 (1947), 29-62; P. F. Kehr, Italia pontificia, IV, Berlino 1908, p. 283 sgg.; S. De Leone, Pennesi illustri, 2a ed., Loreto Aprutino 1910; L. Di Vestea, Penne sacra, Teramo 1923; per S. Clemente di Casauria, V. Cottineau, I, coll. 613-14.